MESSINA. Basta un giorno di pioggia per mettere ko un’intera città. Sembra un’esagerazione o una frase fatta, eppure il “bollettino di guerra” della giornata di ieri parla chiaro: tre gravi incidenti nel giro di poche ore, le strade (già di per sé martoriate) trasformate in pozzanghere (per quella di Ganzirri, secondo la satira, è già pronta la “Bandiera Blu”) e il traffico in zona nord totalmente paralizzato a causa della chiusura (poi procrastinata) di una galleria inaugurata in pompa magna nemmeno dieci anni fa, mentre ancora di attende la fine dei lavori di uno svincolo atteso da 20 anni.

La giornata “nera” della viabilità ha  inizio intorno alle 9 del mattino, quando un Tir si ribalta sulla A18, una “trazzera”, impropriamente chiamata autostrada, che negli ultimi mesi è finita al centro delle cronache a causa di una sfilza senza precedenti di incidenti, spesso mortali. Nessuna conseguenza grave per il conducente, ma strada chiusa per parecchie ore, file interminabili e i consueti, quotidiani disagi per migliaia di cittadini, già esasperati dalla storia senza fine (e ancora senza colpevoli) della frana di Letojanni.

Passa appena qualche minuto e si blocca anche la tangenziale, con un incidente all’interno della Galleria Spadalara, fra l’uscita per Messina Centro e lo svincolo di Boccetta, in direzione Palermo. Anche in questo caso nessun ferito, ma non mancano ovviamente gli inconvenienti, che riguardano sia la A18 che la A20: secondo quanto riferito dalla polizia stradale sono numerose infatti le segnalazioni durante la mattinata di altri lievi incidenti e infortuni lungo entrambe le diramazioni autostradali.

Poche ore dopo, mentre la città è in subbuglio per la chiusura della Galleria San Jachiddu, al buio da settimane e chiusa inizialmente per 19 giorni consecutivi prima del dietrofront da parte dell’Amministrazione, ecco un nuovo incidente, questa volta più grave. Lo scenario è quello dei Colli Sanrizzo, nella strada di collegamento con Dinnamare: un uomo di 43 anni, alla guida della sua Alfa Romeo 147 di colore rosso, finisce fuori strada in località Musolino, precipitando in una scarpata. In gravi condizioni, il conducente è stato trasportato in codice rosso al Policlinico.

Tutto questo mentre l’intera città combatte da anni con strade ridotte in un colabrodo, da sud a nord, con l’esempio paradigmatico della Panoramica dello Stretto, che soprattutto nell’ultimo tratto, quello che va da Papardo a Granatari, sembra reduce da un conflitto bellico (un altro esempio,  ma quelli da fare sarebbero tantissimi, è quello della frana dell’Annunziata Alta, in Contrada Citola, che da anni attende di essere messa a posto a causa di un conflitto di competenze fra Comune e provincia). A peggiorare le cose, negli ultimi giorni, hanno contribuito i lavori di posa della fibra ottica sul viale Regina Elena, in un tratto di strada rimesso a nuovo appena qualche settimana fa.

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