MESSINA. “Messina è una città complessa, frammentata, attraversata da bisogni molto diversi tra centro e periferie, tra quartieri storici e aree più recenti, tra chi resiste e chi rischia di andare via.
E per parlare della città è necessario parlare con la città”, così il segretario provinciale del Partito Democratico messinese Armando Hyerace ha introdotto quest’oggi l’incontro con la stampa tenutosi a Palazzo Zanca, finalizzato ad illustrare il percorso organico di costruzione politica per la città, in tutti i suoi livelli, nell’ottica di una costruzione di progetto per Messina.
Il Partito Democratico ha avviato già nel 2025 un percorso di ascolto strutturato nei territori della Città Metropolitana, che oggi entra in una nuova fase più approfondita. Una fase che prevede un confronto diretto nelle circoscrizioni, considerate sia nelle loro specificità sia nei tratti comuni, per costruire una visione complessiva a partire dai bisogni reali dei quartieri.
Partirà inoltre anche l’osservatorio permanente del terzo settore: “in un contesto di crescente disagio sociale, economico e ambientale, l’Osservatorio intende mettere in rete terzo settore e rappresentanza istituzionale per trasformare i bisogni in soluzioni concrete.
La prima riunione è prevista già entro la prossima settimana” dichiara Roberto Saia, componente segreteria provinciale con delega al terzo settore.
Per quanto concerne gli incontri sul territorio, ha proseguito Hyerace, “potremmo definirlo un Progetto Messina, uno spazio aperto anche alle realtà civiche e alle forze del campo progressista, fondato su due step chiari e complementari. Il primo prosegue nell’ottica dell’ascolto: strutturato, diffuso, capillare, strutturato su un confronto diretto e non come convegni. Verranno coinvolti i referenti locali, i consiglieri di quartiere, le associazioni, i comitati, i gruppi informali, ma anche i singoli cittadini che spesso non hanno trovato uno spazio per essere ascoltati davvero. Ed in questo un ruolo fondamentale lo avranno i nostri segretari di circolo. La seconda fase del percorso riguarda la costruzione del programma, che non sarà calato dall’alto ma elaborato a partire dall’ascolto. Tutto il materiale raccolto sarà restituito pubblicamente attraverso report accessibili e condivisi, per avviare una fase di co-progettazione basata su tavoli tematici aperti e sul confronto tra competenze ed esperienze. E’ un processo che faremo anche in caso di elezioni anticipate, che può anche essere ricalibrato in tempi più rapidi. Il tema non è il tempo che si intende impiegare ma la qualità di questo tempo”.
“Abbiamo avviato un percorso ambizioso e corale che attraverserà il cuore della città e le periferie, indipendentemente da eventuali scadenze elettorali anticipate. Vogliamo costruire la nostra visione di Messina partendo dalle periferie e dai luoghi della fragilità: una città fatta anche di chi fatica ad arrivare a fine mese, di commercianti che chiudono, di donne senza lavoro o sottopagate e di giovani costretti ad andare via. A queste persone, quando si spegneranno le luci degli eventi e resta il buio, il Partito Democratico sente il dovere di offrire risposte e speranza” afferma Maria Falvia Timbro, già deputata nazionale e vice segretaria PD.
Presenti, tra gli altri, l’On. Calogero Leanza (deputato regionale), i membri del gruppo Pd in consiglio comunale a Messina, Antonella Russo, Alessandro Russo (che è anche coordinatore dei circoli Pd in città) e Felice Calabrò (altresì capogruppo Pd in consiglio metropolitano), il coordinatore della segretaria regionale Giacomo D’Arrigo, e il segretario dei Giovani Democratici Emanuele Borgia.
Il progetto viene presentato come un investimento sulla presenza costante nei quartieri, non come una rincorsa elettorale. Pur mantenendo una funzione critica nei confronti dell’attuale amministrazione, l’obiettivo è occupare uno spazio pubblico orientato alla costruzione e alla responsabilità politica.
“Non siamo qui contro qualcuno, né per inseguire contrapposizioni sterili. Noi scegliamo di essere una proposta: riconoscibile, concreta, costruita giorno per giorno insieme alla città. Perché la vera alternativa non è urlare di più, ma fare meglio”, conclude Hyerace.






