MESSINA. È appena terminata la manifestazione, rumorosissima e partecipata, dei giovani iraniani in solidarietà per le vittime, ormai oltre 12.000, delle proteste in piazza che stanno avvenendo in Iran in questi giorni contro il regime teocratico dittatoriale del quale Ali Khamenei è guida suprema.
Tutti gli slogan, urlati in lingua madre, sono stati condivisi dal centinaio di giovani accorsi in galleria Vittorio Emanuele per inneggiare alla caduta della Repubblica islamica, responsabile di 12mila uccisioni durante le protese, e 15mila arresti, per esprimere solidarietà ai manifestanti, e per ricordare i caduti sotto i proiettili della guardia rivoluzionaria, quell’Irgc (Corpo delle guardie della rivoluzione islamica), la forza militare paramilitare iraniana responsabile della sicurezza interna, cher i manifestanti chiedono sia inserita tra le associazioni terroristiche (attualmente è riconosciuta come tale da sole otto nazioni, tra cui Usa, Arabia Saudita, Bahrain, Svezia, Canada e Australia).
Tra i molti slogan, spiccavano quelli in favore dell’ultimo Scià di Persia Reza Pahlavi, spodestato dalla rivoluzione islamica del 1979 che ha portato gli Ayatollah al potere, e del figlio, il principe Raza Pahlavi (stesso nome del padre): tra gli altri, anche cartelli con lo slogan MIRA, Make Iran Great Again, sulla falsariga del movimento Maga (Make America Great Again) del presidente statunitense Donald Trump.
“in risposta all’appello del principe ereditario Reza Pahlavi II, il popolo iraniano, dentro e fuori dal paese, si è sollevato: tutte le proteste avvengono con il suo diretto sostegno – recitava un volantino diffuso dai manifestanti – Questo movimento si oppone un regime che uccide il proprio popolo, del principale sostenitore finanziario, militare e ideologico di Hamas, Hezbollah, Houti e Hashd al- Shaabi, finanziando terrore e guerre con il denaro degli iraniani, in Iran e nel mondo. Chiediamo agli italiani di esigere la chiusura immediata dell’ambasciata della Repubblica islamica: ueste ambasciate non rappresentano il popolo iraniano, sono strumenti di repressione, spionaggio, e sostegno un regime criminale terroristico. Un governo che massacra i propri cittadini ed esporta terrorismo, non deve avere legittimità diplomatica. Non è solo una questione iraniana, la caduta della Repubblica islamica significa un mondo più sicuro, senza terrorismo, guerre e massacri, per i vostri figli alle future generazioni. Siate la voce del popolo iraniano e sostenete il principe Reza Pahlavi“.
“E’ la migliore opzione. che abbiamo in questo momento. Sarebbe una soluzione temporanea in attesa di elezioni democratiche” – ha spiegato in un video uno studente iraniano che risiede e studia informatica a Messina, che sulla possibilità di un intervento militare esterno spiega che “non possiamo fare nulla senza un aiuto esterno, perchè sappiamo contro chi stiamo combattendo, e non esiste niente del genere, la facilità con cui uccidono è incredibile”.




