MESSINA. Giovanni Ardizzone si candida a sindaco. O forse no. E’ stato enigmatico l’ex presidente dell’Ars, non riconfermato a palazzo dei Normanni nelle regionali di un mese fa, riguardo la possibilità di correre per la poltrona più alta di Palazzo Zanca, ipotesi che già da un anno e mezzo è più o meno stata annunciata.

“Intanto sono avvocato e torno a fare la mia professione”. ha spiegato Ardizzone. “Sto costruendo un programma insieme a tanti. Liberi e forti è il nome del progetto che richiama il messaggio di Don Luigi Sturzo – ha spiegato Ardizzone -. Bisogna essere veramente forti sapendo qual e’ il rischio che si corre in una città molto complessa com’è Messina. Certamente, sto contribuendo a scrivere un buon programma”. E ha aggiunto: “Accorinti rappresenta il male minore rispetto a quello che sta succedendo in città. Da messinese ho molta tristezza e ho dichiarato che il mio partito in futuro potrà essere Messina. Abbiamo avuto tanti cambi di casacca, un segretario regionale del Pd che e’ diventato responsabile di FI e che risponde al nome di Genovese, abbiamo nel Pd persone che di sinistra non hanno assolutamente nulla. C’è da rimanere smarriti. C’è bisogno di recuperare tanta coscienza civica a Messina e fare uscire le persone dallo stato di bisogno. Perchè quando c’è questo il voto è condizionato”, ha concluso.
Qualora sciogliesse la riserva per il “sì”, Ardizzone sarebbe il secondo candidato ufficiale dopo Pippo Trischitta. E l’ubiquo Cateno De Luca.
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