MESSINA. A gennaio ci erano costati 63 mila 870 euro. A febbraio ci sono costati 72 mila 777 euro. È quanto dalle casse comunali è stato appena deliberato di conferire ai consiglieri di quartiere.

Da gennaio a febbraio un aumento di 8 mila 907 euro. Dopo il mese di dicembre, quando a lavorare è stato solo il IV quartiere, ci sarà forse voluto un po’ per riprendersi dal Natale. Perciò eccoli tutti più in marcia a febbraio, mese ben più breve di gennaio ma più oneroso per noi.
Il trend, però, resta quello che si era notato a gennaio. La V circoscrizione è quella meno onerosa, stavolta con 8 mila 875, pur sempre con uno dei maggiori aumenti da un mese all’altro, ovvero 2 mila 300 euro in più (erano 6 mila 589 a gennaio). Mentre l’incremento più sostanzioso è senza dubbio quello del VI quartiere, che da gennaio a febbraio lavora per 4 mila euro in più: sono 12 931 a febbraio, erano 8 mila 304 a gennaio.

Sono 23 su 96 i consiglieri a prendere il massimo previsto per legge. Mentre erano soltanto 11 a gennaio. Tra questi, Mario Biancuzzo, della sesta, uno dei più attivi consiglieri, presente ogni giorno con una nuova denuncia su tutti i media messinesi: “Il sesto va da Pace ad Orto Liuzzo, ogni giorno è un’immensa fatica registrare ogni disservizio in un territorio così lungo”, dice Biancuzzo mentre in macchina sta tornando da Tono, dove ha scovato un deposito di Eternit, avvertendo tutti i giornali.

Il primo e il sesto sono i quartieri più grandi, che ci sia una maggiore esigenza di impegno è quindi comprensibile. Il primo è pure più densamente abitato. I numeri sono tuttavia troppo stabili e troppo alti in questo quartiere che vanta molti record.

Che i numeri siano in aumento sembra, infatti,  facile da comprendere: “A gennaio siamo ancora in fase natalizia”, spiega Francesco Quero. Mentre il presidente della quinta circoscrizione, Santino Morabito, aggiunge: “Dal Comune ci sono stati richiesti diversi pareri sui regolamenti negli ultimi mesi, il lavoro è senza dubbio aumentato”.

E di aumentare è aumentato perfino per chi a gennaio, nonostante le vacanze aveva totalizzato il massimo, ovvero la cifra più alta tra tutti i quartieri con gettoni per alcuni consiglieri di quasi mille euro ciascuno, ovvero il tetto massimo previsto per legge dalla Regione per non più di un numero di presenze. Molti dei consiglieri messinesi superano il tetto delle presenze, ma non solo, continuano ad andare nonostante non percepiscano più nulla: raggiunto il numero massimo, però, scatta comunque l’assenza giustificata dal lavoro.

Il I quartiere è infatti da record ancora una volta: sono 14 mila euro a febbraio, ne aveva fatti 13 mila 519 a gennaio. Otto consiglierei su 16 prendono quasi mille euro (cifra al lordo) al mese quantificando da 30 a 32 presenze: Domenico Allone, Giovanni Culici, Salvatore D’Angelo, Francesco De Luca, Giuseppe Leonardo, Matteo Panarello, Maurizio Pietroburgo e Giuseppe Rizzo. Ma si può fare di meglio, e vista la tendenza non si esclude che il primo possa arrivare alla quota massima di 15 mila euro.

Alla seconda circoscrizione sono cinque a raggiungere il tetto: Dario Balena, Fabio Calabrò, Giuseppe Crimi, Rosario Santoro e Carmine Scarpati. Per un totale per i 16 consiglieri – di cui uno Orazio Gemelli, con problemi di salute che lo costringono a casa non ha percepito nulla – di 12 mila 500 euro: erano 11 mila 531 a gennaio.

Nella terza totalizzano 13 mila 950 euro, erano 13 mila 452 a gennaio. Vale a dire che in sostanza nella terza come nella prima circoscrizione non hanno perso tempo a gennaio con le vacanze, non avendo lavorato affatto – ma come tutti tranne il IV quartiere – a dicembre. A prendere il massimo di 946,76 sono: Raimondo Burrascano, Giovanni Carbone, Giuseppe Iannello – che ritorna dopo un infortunio, passando da zero al massimo: 946,76 euro di gettoni – Salvatore Pollara, Antonino Sciutteri e Nunzio Signorino.

Sono 100 euro in meno per il IV quartiere a febbraio. Il quarto è l’unico quartiere a non avere un aumento a febbraio, sono 10 mila 523, e ad aver lavorato a dicembre. Nessuno dei 16 consiglieri della quarta circoscrizione raggiunge il massimo accumulabile con i gettoni di presenza.

Niente quota massima neanche al V quartiere che totalizza ancora una volta la cifra più bassa con 8 mila 875 euro. Per un massimo di 19 sedute per Giovanni Bucalo, Franco Maria Laimo, Vincenzo Scognamiglio che prendono 638 euro.

Torniamo ai noti 946,76 euro nella sesta circoscrizione. A totalizzare il massimo sono Mario Biancuzzo, Giovanni Battista Celi, Massimo Costanzo e Antonio Lambraio. La sesta è quella col maggiore aumento con 12 mila 931 euro di gettoni di presenza per febbraio, cioè 4 mila euro in più che a gennaio.

Il minimo delle presenze lo totalizza Giovanni Previti, che scende dalle due presenze di gennaio all’unica di febbraio nella sesta circoscrizione.

Problemi di salute, invece, per i due assenti della seconda e quarta circoscrizione: Orazio Gemelli e Francesco De Pasquale.

 

 

 

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