MESSINA. Entra nel vivo l’udienza preliminare, presieduta dal gup Daniela Urbani, per i “furbetti del cartellino” al Comune di Furci Siculo. È nei confronti di 51 dipendenti comunali che, a vario titolo, devono rispondere di truffa e false attestazioni della presenza in ufficio mediante la marcatura del badge marcatempo in orari non conformi all’effettiva presenza in servizio. Nell’udienza di ieri il pubblico ministero Roberto Conte ha rinnovato in aula la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati chiedendo anche il proscioglimento parziale per due capi d’imputazione relativi alla strisciatura del badge nei confronti di un indagato. La richiesta alla luce di un filmato mostrato in aula dall’avvocato Carlo Autru Ryolo, che dimostrava come la strisciatura del badge fosse stata una  semplice cortesia ad un collega presente nello stesso momento ed a cui era stato restituito. Alla richiesta si è poi associata la parte civile. Hanno quindi preso la parola gli avvocati della difesa. Furono gli agenti del Commissariato di Taormina a piazzare una telecamera nascosta davanti all’ingresso del palazzo comunale per riprendere le entrate e le uscite dei dipendenti scoprendo quando si assentavano. Comportamenti emersi dalle immagini  registrate dalle telecamere nascoste nel periodo tra giugno e luglio 2015.

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