MESSINA. Chi custodirà i forti messinesi a fianco all’Amministrazione comunale? Le associazioni messinesi che da anni se ne prendono cura e che “hanno contribuito, a titolo volontario e con proprie risorse, al recupero, tutela e valorizzazione delle fortificazioni, sottraendole all’incuria e all’occupazione predatoria”, nonché la sezione di Messina dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana che “ha presidiato e valorizzato il Forte Puntal Ferraro”. È quanto ha stabilito l’Amministrazione del sindaco Federico Basile, che fra i suoi ultimi atti ha firmato una delibera di Giunta per approvare uno schema di protocollo d’intesa tra il Comune di Messina e le associazioni/enti operanti sui forti dello Stretto per la tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio fortificato.
Quali sono queste associazioni? Il protocollo d’intesa menziona Associazione “Comunità Zancle” – O.d.V., Parco Ecologico San Jachiddu (già Amici del Fortino), Associazione Centro Studi Le Tre Torri – ONLUS, Cooperativa Giovanile “La Zagara”, Consorzio Sol.E., Parco Horcynus Horca, “Trapper Sociale” Ass. Socio Culturale ETS, Associazione Castel Gonzaga, Associazione Rocca Guelfonia e, appunto la sezione messinese dell’Azienda Foreste Demaniali.
Perché queste realtà? La delibera richiama la costituzione della “Comunità Patrimoniale Faro per i Forti dello Stretto”, sottoscritta a novembre del 2024 su proposta del Centro Studi MedFort e coordinata dall’Assessore alla Valorizzazione del Patrimonio Fortificato Vincenzo Caruso, alla quale hanno aderito il Comune di Messina (capofila), i Comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni (RC), i rappresentanti delle Associazioni che da anni operano per il recupero e la valorizzazione dei Forti Cavalli, San Jachiddu, Petrazza, Serra La Croce e Monte dei Centri, nonché le Associazioni Horcynus Orca, Gonzaga, Rocca Guelfonia, oltre all’Università degli Studi di Messina, all’Università degli Studi di Reggio Calabria, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina, all’Azienda Forestale, all’Ispettorato delle Foreste Demaniali di Messina, all’Istituto Italiano dei Castelli, al FAI Messina, al Club Alpino Italiano, al Club Unesco di Messina, all’Archeoclub dello Stretto, a Legambiente dei Peloritani, Assocea Messina APS, Amici della Terra, Museo del Novecento e Associazione Amici del Museo.
Cosa prevede, nel dettaglio il documento che le parti sono state invitate a firmare? Innanzitutto, “si ritiene necessario che le associazioni, i gruppi, le cooperative e gli enti che hanno (o hanno avuto) in concessione, ovvero ne detengono a vario titolo la custodia, alcune di tali strutture, o che coordinano attività culturali su incarico dei concessionari, si colleghino opportunamente tra loro secondo un programma che, senza soffocarne le soggettività, superi la cultura del frammento e recuperi una visione sistemica, con la finalità di promuovere un progetto complessivo di valorizzazione e riutilizzo dei vari siti, utile a contribuire al rilancio dell’area dello Stretto, sotto l’egida del Comune di Messina – Assessorato alla Valorizzazione e Promozione del Sistema Fortificato”.
Queste ragioni, “inducono a delineare un progetto che individua nell’idea di ‘Area Fortificata dello Stretto’ un possibile motore di salvaguardia ambientale e di sviluppo economico, turistico e socio-culturale – prosegue la delibera – dal 2007 è attiva sul territorio una struttura operativa, priva di forma giuridica, denominata ‘Coordinamento per il Recupero e la Valorizzazione dei Forti di Messina’, costituita dai rappresentanti delle associazioni che operano da oltre un ventennio per il recupero e la valorizzazione dei Forti Cavalli, Puntal Ferraro, S. Jachiddu, Petrazza, Monte dei Centri, Torre degli Inglesi, Campone e Serra La Croce, finalizzata all’organizzazione delle iniziative di conservazione, alla gestione del patrimonio fortificato e alla programmazione coordinata di eventi culturali, in linea con un piano complessivo di promozione e gestione delle risorse culturali ed ambientali”.
Quindi, “il Comune di Messina, acquisendo l’intero patrimonio fortificato, intende continuare ad avvalersi del patrimonio immateriale costituito dalle esperienze e dalle azioni poste in essere dalle Associazioni e dagli Enti che, a seguito di concessione demaniale (regolare e/o da regolarizzare e/o da reiterare amministrativamente) per oltre un ventennio ne hanno favorito il recupero, la valorizzazione, il presidio e la tutela, con l’obiettivo di promuovere su larga scala il Sistema Fortificato di Messina quale attrattore turistico-culturale peculiare del territorio, nel confronto con i sistemi fortificati europei e dell’area euro-mediterranea”.
Inoltre, “il Comune di Messina intende avvalersi, per la cogestione dei siti fortificati, previo opportuno accordo, delle esperienze maturate, delle azioni poste in essere e delle risorse umane messe a disposizione in modo volontario e produttivo dagli Enti e dalle Associazioni che ne hanno detenuto la custodia con continuità, garantendo il presidio, il decoro, l’apertura e la valorizzazione attraverso le numerose attività svolte in oltre un ventennio, in sinergia tra loro e con il Comune di Messina, con l’obiettivo di promuovere su larga scala il Sistema Fortificato di Messina quale attrattore turistico-culturale peculiare del territorio rispetto ai sistemi fortificati europei e dell’area euro-mediterranea”.
D’altro canto, il Centro Studi MedFort si impegna a: “svolgere il ruolo di facilitatore, promuovendo la consapevolezza dei principi della Comunità Patrimoniale presso tutte le realtà impegnate nella gestione e valorizzazione dei Forti dello Stretto; favorire forme di partecipazione condivisa nelle scelte strategiche, volte al consolidamento di un network locale dei soggetti interessati alla valorizzazione del sistema fortificato; stimolare e raccogliere contributi finalizzati a rendere operative e sinergiche le azioni delle singole realtà, sostenendo il riconoscimento del sistema unitario dei Forti dello Stretto quale bene comune di rilevanza nazionale ed europea; svolgere, secondo modalità condivise, il ruolo di interlocutore tra le realtà locali, il Consiglio d’Europa e gli organismi nazionali ed europei che perseguono analoghi obiettivi”, si legge nella delibera.
Mentre, gli Enti e le Associazioni firmatarie si impegnano: “a promuovere tutte le forme di salvaguardia e tutela del patrimonio architettonico e ambientale espresso dal circuito delle fortificazioni; a promuovere una visione unitaria del Sistema Difensivo dello Stretto, superando la logica degli interventi isolati finora adottata; a coordinare iniziative di salvaguardia, programmazione, promozione e sviluppo degli interventi, anche in ambito comunitario ed internazionale; ad interagire con altre Associazioni, Cooperative ed Enti che operano con finalità di recupero e valorizzazione culturale del patrimonio fortificato italiano ed europeo; a favorire un programma di scambi culturali rivolto alle diverse realtà di città fortificate italiane ed europee, finalizzato alla conoscenza e alla diffusione della storia delle rispettive realtà territoriali; a partecipare unitariamente a manifestazioni culturali e promozionali, nonché ad azioni di marketing turistico-culturale nazionali ed internazionali, organizzando iniziative che, a partire dalla promozione del circuito delle fortificazioni, concorrano allo sviluppo dell’immagine e delle risorse di Messina e dell’Area dello Stretto; a mettere a disposizione gli spazi interni ed esterni dei Forti, nel rispetto dei regolamenti interni di ciascun soggetto gestore, nonché le proprie competenze nei rispettivi ambiti di operatività, al fine di supportare e rendere operativo il programma promozionale concordato, con particolare riferimento alle manifestazioni culturali patrocinate dalla Pubblica Amministrazione; a definire e progettare itinerari turistico-culturali comuni, idonei a valorizzare e riproporre la conoscenza dei caratteri culturali ed ambientali relativi all’area di ubicazione dei singoli siti fortificati; a promuovere attività educative, sociali e ludiche, con particolare attenzione ai minori, ai giovani e ai soggetti svantaggiati e/o con disabilità”.
Nello specifico, “l’Associazione “Comunità Zancle” – ONLUS, l’Associazione Amici del Fortino, la Cooperativa Giovanile “La Zagara”, il Consorzio Sol.E., l’Associazione Socio Culturale ETS “Trapper Sociale”, l’Associazione Rocca Guelfonia e il Consorzio Sol.E. – Parco Horcynus Orca, a far data dalla rispettiva immissione in custodia e/o qualificata detenzione, a fronte di concessioni demaniali, si sono rese fino ad oggi protagoniste, rispettivamente, del recupero e della valorizzazione delle fortificazioni e delle strutture difensive, sottraendole all’incuria e all’occupazione predatoria – evidenzia la delibera – l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana (Messina) ha, con continuità, presidiato e valorizzato il Forte Puntal Ferraro; l’Associazione Gonzaga ha operato per anni, a titolo gratuito e in forma di volontariato, su autorizzazione del Comune di Messina, per la valorizzazione del Forte Gonzaga, promuovendo visite guidate e ricerche storiche riferite alla struttura fortificata”. Quindi, il protocollo d’intesa “riconosce l’impegno profuso dalle suddette associazioni, nel corso di oltre un ventennio, anche mediante l’impiego di proprie risorse umane ed economiche, che ha consentito di mettere a sistema l’apparato fortificato riferito ai secoli XVI e XVIII”.


