MESSINA. Riceviamo e pubblichiamo una nota del capolista della lista “Diventerà Bellissima”, oltreché legale che ha curato apposito ricorso al Presidente della Regione, Ferdinando Croce, inerente il presunto “stop” al ridimensionamento del numero delle ambulanze medicalizzate nella provincia di Messina, “ripreso senza alcun pudore da Onorevoli messinesi uscenti”.

«La nota, firmata anche dai dirigenti regionali del Dipartimento Sebastiano Lio e Ignazio Tozzo, trasmessa ai Direttori generali delle Asp, ai responsabili del 118 ed all’amministratore unico della Seus, non blocca innanzitutto il decreto Gucciardi – scrive Croce – ma si limita a dire che il decreto non è ancora efficace, quindi è ancora in vigore. Né bloccato, né revocato insomma, altro che “stop”. Proprio questa mattina (sabato 14, ndr), ho partecipato insieme al Sindaco di TorregrottaCorrado Ximone ed al Sindaco di Saponara Fabio Vinci ad una manifestazione di protesta con tanti operatori sanitari e cittadini, stufi delle continue prese in giro da parte di dirigenti regionali e deputati uscenti messinesi. Lì, ho potuto ribadire -come tecnico- che c’è una speranza: i provvedimenti amministrativi possono essere impugnati con ricorso. Il sottoscritto, insieme alla comunità delle Isole Eolie, il 12 agosto ha presentato ricorso avverso una riforma che presenta numerosi aspetti di illegittimità sul quale si dovrà esprimere a breve un Giudice terzo, il Cga di Palermo; fra di essi: riduzione delle ambulanze medicalizzate da 27 a 13 in provincia di Messina, soppressione dell’Unità Complessa di Otorinolaringoiatria di Milazzo, soppressione dei punti nascita (ad esempio a Lipari), oltre ad altri numerosi aspetti procedurali che certificano come il decreto Gucciardi sia un gravissimo errore, avallato da chi oggi compare sorridente su numerosi manifesti elettorali. Un vero oltraggio al diritto alla salute dei cittadini», conclude il legale, che dice basta allo sciacallaggio politico su temi quali la sanità pubblica: «Sant’Agata, Patti, Mistretta, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Lipari, Messina, Taormina. 8 comunità che vedono i loro diritti quotidianamente calpestati».

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