«”Il femminicidio oltre l’indignazione” Era previsto questo titolo per il mio intervento all’università oggi pomeriggio. Ma il femminicidio di Daniela Zinnanti ha scombussolato tutta la giornata e i punti che avevo fissato li ha sparigliati» a scrivere sul femminicidio di Daniela Zinnanti avvenuto ieri in città, anche Maria Andaloro fondatrice di Posto Occupato.
«Scrivo un sacco di cose ogni volta -scrive su Facebook- ma poi mai seguo il testo. Così ho imparato a mettere dei punti che poi sviluppo ma oggi è stato veramente difficile. Dalle prime ore della giornata ho parlato con più persone di Daniela, che non conoscevo. Ma ogni volta è come se le conoscessi… Stamattina ho incontrato una vicina di casa di Daniela di quando abitava in un’altra zona della città. E la ricordava bene. Ho parlato con diversi amici e colleghi e sentito diversi giornalisti. Con qualcuno abbiamo scambiato dei messaggi. Con qualche altro, altra, ci siamo sentiti al telefono. Ho detto quattro parole. Ho scritti quattro righe. E poi l’intervento all’Università. Non era giornata… Rivedevo continuamente l’intervento ma c’era poco da rivedere. È cambiato il nome. È vicino a noi, stavolta. Così vicino che sembra sentire tutto il silenzio di una morte, l’ennesima, che arriva per mano di chi pretende l’amore. Di chi ancora una volta non accetta le scelte e la libertà altrui. Di chi non si ferma e crede di poter decidere della vita altrui. E della morte. Daniela stasera era quel Posto Occupato nell’Aula Campagna dell’Università di Messina. Che sta lì dal 2015. Ho provato a parlare con schiettezza a studenti e studentesse. Incazziamoci di più ad un certo punto ho pure detto. Pretendiamo che a scuola, in tutta Italia, fin dai primi anni si educhi al rispetto, ai sentimenti. Togliamo alla politica questo argomento che non può avere schieramenti. O si è contro la violenza o si è contro la violenza. Non possono esserci né “se” e né “ma”. Se ci insegneranno a rispettare e a farci rispettare sapremo anche amare ed essere amati. Perché il rispetto senza l’amore può esserci. L’amore senza rispetto non è e non sarà mai nemmeno amore. È evidente che anche stavolta si tratta di possesso e controllo. L’amore sta esattamente dalla parte opposta. Un’ultima cosa: Daniela è morta, anzi, è stata ammazzata. Non può più dire a nessuno cosa ha detto a quell’ assassino ieri sera. E il suo assassino, l’ex, nelle sue dichiarazioni parlasse di sé stesso e della sua violenza.
Non di lei e quello che lei avrebbe detto a lui tanto da fargli “perdere la testa”. Un assassino la testa non ce l’ha. Non amplificate le sue dichiarazioni. Non facciamoci “usare” per far passare la sua reazione da uomo ferito nell’onore che reagisce. Per fortuna il delitto d’onore non esiste più. Ci è rimasto il delitto, che non ha nulla a che fare né con l’amore né con l’onore. Daniela, come una sorella, scusa. La violenza è un problema culturale. La violenza è una responsabilità sociale»
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