MESSINA. Mentre si fa più pressante il pressing sul Governo in vista del 18 maggio, data in cui verrà fatto un primo bilancio della “Fase 2”, diventa sempre più concreta una possibile riapertura anticipata delle attività commerciali in base alla curva dei contagi nelle varie regioni. Se molti Governatori hanno deciso di “forzare la mano”, con le relative polemiche, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha deciso di attenersi alle disposizioni nazionali attendendo ancora una settimana, nell’auspicio che il trend positivo di questi giorni possa accelerare i tempi rispetto alle scadenze previste, consentendo a numerosi esercenti di ripartire già dal prossimo lunedì (inizialmente la data fissata per la riapertura di bar, parrucchieri e ristoranti era quella dell’1 giugno), ma sarà fondamentale tenere sotto controllo la curva dei contagi. Atteso per oggi il confronto tra Stato e Regioni, al quale parteciperanno il premier Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza.

A dare conferma di una possibile “ripartenza anticipata” – con tutti i se e i ma dettati dalle circostanze – è il deputato questore del M5s Francesco D’Uva, che fa il punto sugli scenari futuri e sul difficile “equilibrio” fra le esigenze delle aziende e i pareri tecnico-scientifici, che impongono cautela, e fra la tutela della salute pubblica e l’esigenza di far ripartire l’economia

«Nell’affrontare questa emergenza unica per il nostro Paese il Governo ha sempre tenuto conto, in primis, della salute dei cittadini. È stato così a marzo, quando è iniziato il periodo del lockdown ed è stato così ad aprile, quando Conte ha firmato il decreto per l’inizio, graduale, della Fase 2. La prossima settimana sarà di certo decisiva per capire come procedere in questa riapertura che, mi preme sempre sottolinearlo, deve mettere al primo posto la salute dei cittadini. Se i dati saranno confortanti, sempre coordinandosi e senza approcci precipitosi, ci potremo permettere di valutare una velocizzazione delle riaperture anche a seconda delle varie Regioni», spiega il pentastellato, che commenta le “fughe in avanti” di alcuni Governatori e i rischi di un’apertura indiscriminata.

«Nella grande battaglia che tutti stiamo combattendo contro il nemico comune – prosegue – sembra che alcuni rappresentanti delle Istituzioni abbiano invece intrapreso anche altre battaglie. Esistono competenze e gerarchie che però non possono essere bypassate poiché il rischio, in una democrazia quale è la nostra, è gravissimo. I decreti nazionali, le ordinanze regionali e quelle sindacali devono essere coese e sinergiche, soprattutto in un momento delicato come questo. Una riapertura indiscriminata, come la chiamate voi, rischia di vanificare gli sforzi che ognuno di noi ha fatto fino ad oggi e, cosa ancor più grave, rischia di compromettere nuovamente la salute economica e sociale di una nazione»

Si comincia a parlare  sempre più dell’estate e della stagione balneare alle porte. Sarà possibile andare in vacanza? E se sì, in che modo?

«Anche in questo caso sarà l’andamento della curva epidemiologica e dei contagi a indicare la direzione giusta da seguire per evitare di vanificare il “restiamo tutti a casa” che ogni italiano ha rispettato in questi ultimi due mesi. Il Governo sta studiando protocolli che consentiranno di mettere a punto soluzioni anche su quel versante. Le prossime settimane saranno decisive», spiega, soffermandosi poi sul tema dell’attraversamento dello Stretto dopo le polemiche roventi di questi mesi.

«La questione dell’attraversamento dello Stretto è stata, fin dall’inizio dell’emergenza, trattata con la massima attenzione. Di fronte ad un sistema non legittimo, bocciato anche dal Consiglio di Stato, abbiamo proposto un modello che rispettasse le leggi e garantisse il massimo controllo dei passeggeri in entrata e in uscita dall’Isola. I Corridoi Controllati, che consentono sia di potenziare le informazioni sui flussi scambiate tra forze dell’ordine sullo Stretto e forze dell’ordine dei singoli Comuni di destinazione, sia di verificare subito a tappeto le autocertificazioni, sono tutt’oggi operativi e le statistiche confermano la bontà di questo sistema. Le attuali otto corse giornaliere garantiscono un flusso regolare e controllato che si rileva aumentato, tanto in entrata quanto in uscita dall’Isola, a partire dall’inizio della Fase 2 perché con la riapertura delle aziende si è chiaramente innalzato il numero di lavoratori e pendolari. Nessuno di noi, ad oggi, ha una palla di vetro che sveli quali saranno gli scenari futuri, ma proprio per questo monitoriamo la situazione di ora in ora di modo da essere sempre tempestivi per apportare migliorie laddove ve ne sia la necessità. In questo, mi preme dirlo, la sinergia tra le Istituzioni gioca un ruolo fondamentale. Purtroppo negli ultimi mesi, nonostante le nostre richieste di collaborazione, questa sinergia con il primo cittadino di Messina è venuta a mancare. Nella sua ordinanza sulla Fase 2, però, il sindaco sembra finalmente avere rispetto dei ruoli e dei diversi piani di governo. Sembra aver capito i suoi errori e i suoi limiti. Dopo le ordinanze sbagliate, le sue disposizioni ora sono allineate con quelle nazionali e regionali. Adesso faccia uno sforzo in più: prenda esempio dalla collaborazione da me promossa con la Regione e il MIT e si inserisca anche lui in questo contesto istituzionale virtuoso e collaborativo. Lavoriamo assieme per la città di Messina, che è la cosa che abbiamo tutti più a cuore. Davanti a un’emergenza sanitaria, economica e sociale senza precedenti non ci devono essere scontri, ma unità».

A far discutere sono anche le misure economiche previste dallo Stato per aiutare cittadini e imprenditori ad affrontare la ripartenza. Quali sono i sostegni previsti dal Governo e quali quelli al vaglio?

«Con il decreto Cura Italia il Governo è immediatamente intervenuto per contrastare i disastrosi effetti economici dell’emergenza Covid-19. A Messina, così come su tutto il territorio nazionale, si è subito agito affinché nessuno perdesse il posto di lavoro: cassa integrazione in deroga e un indennizzo di 600 euro per lavoratori autonomi e partite IVA. In città sono stati erogati 1 milione e 700 mila euro di buoni spesa per cittadini e famiglie che non avevano la possibilità di comprare da mangiare. Sono stati sospesi i pagamenti di mutui, contributi e tasse. In campo scolastico, Messina ha beneficiato di una fetta degli 85 milioni stanziati per potenziare la didattica e dare più strumenti agli studenti meno abbienti. Adesso siamo al lavoro sul Reddito di Emergenza, in aggiunta al Reddito di Cittadinanza che già sostiene decine di migliaia di persone tra la città e la provincia», conclude, con una considerazione finale sulla città dello Stretto e su come i messinesi hanno saputo reagire alla pandemia: «I dati dei contagi delle regioni del sud Italia, tra cui rientra anche la Sicilia con Messina, confermano che, durante la Fase 1, i cittadini hanno rispettato tutte le disposizioni e i divieti. Con enormi sacrifici, sono rimasti a casa ed hanno evitato qualsiasi tipo di assembramento. Io credo davvero che i messinesi abbiano reagito in maniera esemplare, nonostante le difficoltà e gli scontri, più che altro istituzionali, che si sono succeduti. Voglio convincermi che questa nuova fase inizi con i migliori auspici».

 

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