MESSINA. Ieri, martedì 26, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, accogliendo le argomentazioni della difesa del vicesindaco Salvatore Mondello, che ha reso spontanee dichiarazioni, lo ha assolto con formula piena (il fatto non sussiste), riconoscendo la correttezza del suo operato (Qui tutta la vicenda).

La Corte calabrese ha ribaltato le sentenze di condanna dei giudici messinesi. Il Comune di Messina, anche dopo la nomina dell’architetto. Mondello alla carica di Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Mobilità Urbana, ha confermato la costituzione di parte civile deliberata dalla precedente Amministrazione. L’architetto Mondello, accusato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, è stato difeso in maniera magistrale da Carlo Taormina e da Giovanni Mannuccia, coadiuvati dal consulente tecnico di parte.

“In linea con il modus operandi che caratterizza la mia persona – ha sottolineato il vicesindaco – non ho nulla da commentare a meno della consapevolezza che si è chiusa una vicenda a dir poco surreale e soprattutto nella piena coscienza di avere sempre svolto la mia professione con correttezza e scrupolo. Oggi, finalmente, questo comportamento, è stato confermato anche dai giudici”.

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