MESSINA. E’ il fantasma di “Genovese” quello aleggia intorno alle parole di Nino Germanà e Lino Cucè, che accanto al candidato a sindaco di Sicilia Vera Federico Basile ne approfittano per togliersi tutti i sassolini dalla scarpa che li hanno portato, loro di Lega e Forza Italia, ad aderire al progetto Basile-cateno De Luca. E se il deputato nazionale la sua decisione l’aveva presa qualche settimana fa, come ritorsione per il centrodestra che gli aveva preferito Maurizio Croce a candidato sindaco, per Cucè l’adesione e la candidatura al consiglio comunale si è consumata in un paio di giorni: da venerdi sera, quando, spiega il presidente uscente del terzo quartiere, è venuto a sapere dalla stampa del fatto che non sarebbe stato ricandidato per la riconferma (il candidato del centrodestra alla terza circoscrizione è Alessandro Cacciotto di Fratelli d’Italia). La colpa? “Genovese”, asso pigliatutto , spiegano i due, con Basile che, di fianco, gigioneggia, e incassa supporto e voti. Cucè, soprattutto, è determinatissimo nella sua scelta, una determinazione che appare sospetto possa essere maturata in soli tre giorni. Eppure le avvisaglie c’erano. Sabato, alla presentazione della lista di Forza Italia al consiglio comunale, l’unica assente era Matilde Siracusano, deputata di riferimento di Cucè: e due più due fa quattro. “Genovese ha tre presidenti di quartiere su sei”, spiega Germanà, facendo di calcolo, riassumendo il sentimento che serpeggia (anzi, è proprio dichiarato a chiare lettere): il centrodestra continua a perdere pezzi, e vanno tutti con Federico Basile

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