MESSINA. Sette libri dei sogni per i prossimi cinque anni. Questo in sostanza sono i programmi presentati ufficialmente dai candidati  per il governo della città. Pubblicati uno per uno sull’Albo pretorio, Letteraemme vi proporrà quotidianamente una lettura critica delle proposte per la città dei nostri “magnifici sette”.

Si parte con Gaetano Sciacca, che d’altronde è l’unico candidato sostenuto dal movimento che in questo momento si appresta a guidare tutto il Paese.

È già stato pubblicato sul sito del candidato da una settimana circa, com’è tradizione dei 5s, Gaetano Sciacca è insomma arrivato prima. Un programma sintetico, asciutto, senza fronzoli narrativi – che invece si potranno notare in altri programmi senza dubbio più barocchi – che di sicuro trasmette efficienza. La forma, dunque, al netto di alcuni refusi, è impeccabile, soprattutto se si considera che hanno realizzato una sintesi in pillole che già da qualche giorno circola su facebook.

Sul contenuto non si riscontra invece lo stesso risultato. Alcuni argomenti sono troppo sintetici, alcuni già sentiti, altri molto simili a quelli di Renato Accorinti nel 2013. Alcuni identici alle promesse fatte nelle ultime 700 campagne elettorali: sono argomenti inevitabili, dal waterfront all’azzeramento delle baracche, e vista l’incapacità di risoluzione finora di tutte le amministrazioni, nonostante le infinite promesse, piacerebbe leggere qualcosa che convinca di più, che ci possa far credere che questa volta, nonostante le innumerevoli andate a vuoto in precedenza, si possa fare. Quello di Sciacca è però un programma che è stato presentato per primo ma verrà approfondito argomento per argomento nei prossimi giorni, così ha annunciato. Dunque, aspettiamo gli altri capitoli.

Intanto i grandi classici a 5 stelle, primo tra tutti, la riduzione dell’indennità di sindaco e assessori del 20 per cento: Gaetano Sciacca farebbe il sindaco, dunque con 3500 euro al mese, invece che con 4200 euro, come previsto da queste elezioni. Il taglio, suo e degli assessori, avrà lo scopo di finanziare un progetto sociale da realizzare ogni anno scelto con la cittadinanza.

Lotta agli sprechi, tra cui emerge la “modifica al regolamento in tema di indennità dei consiglieri, in modo che il gettone di presenza venga riconosciuto a coloro che abbiano partecipato attivamente alle sedute consiliari e introdurre il divieto del doppio gettone di presenza qualora le adunanze durino oltre la mezzanotte”. Un colpo a Gettonopoli, insomma.

Se alcuni dei punti sono già sentiti, non dispiace invece sia affrontata la questione dell’occupazione suolo per i commercianti: i Cinquestelle qui propongono di ridurre la a tassa per lo spazio che occupano, compensandola, tuttavia, con qualcosa che appare poco chiara: “Mutuandola con l’abbellimento ed il mantenimento del decoro o con forme di baratto amministrativo”.

Quello di Gaetano Sciacca e del M5s, sembra senza dubbio un programma attento agli ultimi, citati ripetutamente, e ai quartieri. D’altronde da tempo hanno annunciato un assessorato alle periferie: questo sì un punto originale e di primaria urgenza visto lo stato delle zone periferiche della città. E al quale dedicano, infatti, qualche riga, sottolineando di volere evitare che la città “abbia un centro intasato e le periferie vuote e degradate”, volendo creare, invece, “periferie e villaggi che abbiano le funzioni sociali e le attrezzature idonee per un adeguato sviluppo urbano, sociale, civile e culturale”. Proponendo, infine, interventi nei quartieri sulla “scia di quanto fatto a Librino da Antonio Presti”.

Tra le proposte per abbattere differenze sociali, ancora: gli asili comunali “da aumentare da tre a sei preferendo il primo, secondo e sesto quartiere”. La prima Farmacia comunale della città, “dando priorità a zone sprovviste di servizi come Salice.

Cinquemila alloggi per 20 mila cittadini, questa è l’esigenza abitativa che i cinquestelle non scordano, puntando il dito contro l’Iacp. Ovviamente questo si accompagna alla demolizione di tutte le baracche, argomento promesso da chiunque nelle ultime se non 700, almeno 400 campagne elettorali.

Attenzione anche all’omotransfobia, anche tramite l’istituzione di uno sportello dedicato. Saranno inoltre portate avanti iniziative come quella di “mettere a disposizione gratuitamente durante l’anno un numero di spazi pubblicitari comunali per iniziative di sensibilizzazione e campagna contro l’omofobia, transfobia e violenza di genere.

Verrà introdotta una nuova figura, invece, quella del disabilty manager che si occuperà di mappare tutte le barriere architettoniche e lavorerà di concerto con l’ufficio progetti perché entro il 2023 tutti i marciapiedi abbiano il relativo scivolo. In realtà sono molti i marciapiedi che hanno già lo scivolo, quasi sempre però occupato da macchine parcheggiate.

Un pensiero anche per gli animali con il regolamento per la tutela degli animali, poi la creazione di un’oasi felina e la conversione del Canile Millemusi a rifugio sanitario. Un’attenzione pure agli ultimi fatti di cronaca: “contenimento del numero dei cinghiali riducendo il tasso di riproduzione sterilizzazione chimica”.

Senza scordare gli argomenti scottanti.

Liberare la rada San Francesco spostando le cinque invasature alla marittima.

I migranti: no agli hotspot, sì agli sprar. Prima azione: smantellamento del centro di Bisconte. I richiedenti asilo, poi, “siano coinvolti in progetti di integrazione nel tessuto sociale della città, favorendo il ricongiungimento familiare e l’accesso alla scuola per i minori”. Qui i cinquestelle messinesi si distinguono per chiarezza dalle posizioni ambigue avute dal Movimento nazionale.

Grande mercato e centro polifunzionale alla Fiera, con annessa ristrutturazione del teatro Pinelli qualora le condizioni lo consentano: qui invece, Sciacca e il M5s scordano che la potestà è dell’Autorità portuale.

E a proposito di Autorità portuale propongono un’unione con Milazzo e Reggio Calabria, di cui Messina sarebbe la sede principale, ma anche qui scordano un particolare: su questo punto decide il governo nazionale (sebbene è anche vero che troverebbero un governo amico, almeno per metà).

Due righe sull’Acqua e poco meditate, risolvere in modo radicale gli annosi guasti alla rete idrica con manutenzione ordinaria costante della rete idrica, appare di sicuro superficiale e poco incisivo. Sorprende sia la brevità del contenuto che il contenuto stesso, dal momento che l’ex capo del Genio civile, Sciacca, si suppone non ignori che i continui guasti alla rete idrica derivino dal dissesto idrogeologico del territorio non solo comunale. Siamo grosso modo, dunque, sul suo campo d’azione. È noto, poi, dopo la crisi del novembre 2015 che la rete abbia urgente bisogno più che di manutenzione ordinaria di un totale rinnovamento della tubatura (previsto nel piano operativo triennale presentato ieri dall’Amam).

Indicare la prima come soluzione è come decidere di metterci solo una pezza sopra. Rinnovare tutta la rete costerebbe forse troppo, ma siamo in campagna elettorale, non vorremmo equiparare i programmi ai “curriculum vitae” ma qualche slancio in più lo si può anche accettare. Aspetteremo l’approfondimento in proposito, se arriverà.

Porta a porta in tutto il territorio comunale, ovvero quello che voleva realizzare, con scarsi risultati Renato Accorinti – sconti per la differenziata, cioè per chi separa l’umido dal secco, E qui però non si può fare a meno di chiedersi come. Chi raccoglierà porta a porta il sacco dell’immondizia, controllerà contestualmente se è stato fatto e quindi se si ha diritto a uno sconto? Un operatore che diventi controllore e burocrate al tempo stesso lo si considera altamente improbabile.

Sulle isole pedonali, invece, i cinquestelle rischiano di modularsi sul cerchiobottismo storicamente attribuito ai democristiani: da ampliare e non da realizzare con semplici transenne, però “dovranno essere progettate con la partecipazione di tutti i soggetti portatori di interessi, in modo da trovare i giusti compromessi affinché tutti sentano la paternità della decisione”.

Un teatro in ogni quartiere, autogestito. Questa è un’idea senza dubbio originale che però piacerebbe capire meglio, detta così pare a dire il vero un po’ ad effetto e pochissimo meditata: l’autogestione del teatro di quartiere come spinta culturale ha forse troppo il sapore della mancanza di competenza artistica. Nell’approfondimento dell’assessore designato, Luca Fiorino, peraltro attore, forse non è un caso che questa proposta non sia ribadita.

Attenzione anche a trasparenza e open government, sul quale a breve annunciano un approfondimento, e alla riduzione dei fitti passivi, argomento anche questo non nuovo ma come gli altri, bisogna ritornarci perché non sono stati ancora risolti. Si tratta del taglio degli affitti che il Comune paga ai privati per le sede di alcuni uffici. Sciacca propone di sfruttare i tanti immobili non utilizzati del Comune e quelli confiscati.

Infine il cavallo di battaglia di Sciacca, sul quale nulla si può eccepire: la sicurezza del territorio.  Che ovviamente prevede i suoi grandi temi della pulizia dei torrenti e l’eliminazione di barriere fisiche che impediscono deflusso dell’acqua dalle colline alla costa e un piano di “prevenzione e protezione civile efficace”, messa in sicurezza dei villaggi.  Un nuovo piano urbanistico che preveda, tra le altre cose, presidi territoriali di assistenza in ogni villaggio e quartiere.

 

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