MESSINA. «Quotidianamente giungono al Consiglio della V Circoscrizione del Comune di Messina lamentele circa i servizi resi da Poste Italiane. In particolare, come da tempo più volte evidenziato, il servizio di distribuzione e consegna della corrispondenza risulta in numerose zone, a seguito del processo di riorganizzazione aziendale, particolarmente deficitario». Si ritorna a parlare dei problemi legati al recapito della corrispondenza in città. Questa volta a lanciare l’allarme è Paolo Barbera, consigliere della V Circoscrizione del Comune di Messina che con una lettera inviata al direttore provinciale delle Poste Italiane e al sindaco Renato Accorinti  chiede di avviare precise  iniziative per arginare i disservizi e chiede inoltre di aumentare il personale dell’ufficio postale di Scala Ritiro e degli addetti alla consegna della corrispondenza nelle zone che presentano le maggiori criticità. «In particolare le lamentele arrivano – scrive –  tanto dall’Annunziata Alta, quanto da San Licandro, dove la consegna della corrispondenza avviene in maniera del tutto incostante ed in forte ritardo, con gravissimo pregiudizio per l’utenza. Si pensi non soltanto al pericolo di distacco delle utenze – domestiche e non – derivanti dal non tempestivo recapito delle bollette ma anche e soprattutto dalle conseguenze, economiche e/o lavorative, che la mancata o tardiva consegna di una raccomandata, posta privilegiata per eccellenza, può comportare per il destinatario o il mittente della stessa». 

Si tratta di una situazione assolutamente non più tollerabile, considerato peraltro che per usufruire del servizio postale i cittadini pagano tariffe sempre più alte, e che quella di ricevere la corrispondenza da parte di Poste Italiane e non di altri operatori, spesso, non è una scelta del cittadino.

«Altra questione – riprende Barbera – che sta generando numerosi malumori riguarda l’ufficio postale Scala Ritiro di via Palermo n. 555, sportello sito in un contesto molto popoloso che in talune giornate registra fino a 500 operazioni. L’ufficio, fino a 3 anni fa, vedeva la presenza di cinque addetti allo sportello, oggi ridottisi ad appena due. Ciò già comporta ordinariamente una significativa attesa per i clienti. Ma la situazione diventa insostenibile, con tempi d’attesa biblici, quando il personale presente, per assenza, malattia o ferie, talvolta imposte dalla stessa amministrazione di Poste Italiane, si riduce ad una sola unità, la quale deve svolgere servizi postali e finanziari. In tali casi, l’eventuale assenza dell’unico dipendente, per qualsiasi circostanza, comporta la momentanea chiusura dello sportello, con relativa interruzione di pubblico servizio. Tale ipotesi si verifica, seppur per periodi limitati, ad esempio quando l’unico dipendente in servizio, a causa della pausa di 10 minuti impostagli dal sistema informatico, deve sospendere le proprie attività lavorative, con conseguenti proteste animate dei clienti, anche ai danni dell’incolpevole dipendente presente. Il ‘non plus ultra’ dei disagi si verifica nei giorni di consegna delle pensioni, quando, gli anziani aventi diritto, sono costretti a iniziare la fila, dinnanzi l’ufficio postale di Scala Ritiro, già dalle ore tre della notte precedente. Sono rari i casi registrati, considerando l’intero anno lavorativo, dell’invio di unità straordinaria, ma già la parola stessa esprime una soluzione circonstanziata senza alcun effetto risolutivo».

 

 

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