MESSINA. I tre studentati (due dei quali bocciati dal consiglio comunale) proposti dalla Zanklon srl per complessivi 1800 posti letto si faranno: lo ha stabilito il Tar di Catania, ribaltando la decisione dell’aula, che aveva votato contro la costruzione dei due palazzoni di via Catania (250 posti su un palazzo di nove piani), e della collina dietro l’Archimede (1080 posti letto su un complesso con fabbricati da 12 piani), promuovendo invece quello in zona Policlinico (circa 500 posti su sei piani).

Questo perchè il tribunale amministrativo ha dichiarato la “cessata materia del contendere” sui ricorsi proposti dalla società Zanklon s.r.l., in relazione alle nuove autorizzazioni rilasciate dalla ZES, la zona economica speciale, nonostante il parere contrario del consiglio comunale. Il ricorso della ditta Zanklon era fondato sulla motivazione che, stante l’autorizzazione ottenuta dalla ZES nazionale, non si sarebbe dovuto procedere a valutazione politico – tecnica del Consiglio comunale. Il TAR, preso atto che nel frattempo nello scorso mese e mezzo la Cabina di regia nazionale della ZES ha adottato dei nuovi provvedimenti autorizzativi dei progetti della Zanklon s.r.l. sostituendo i precedenti ed eliminando la condizione di subordinazione dell’efficacia alla valutazione del Consiglio comunale, ha fatto cessare il motivo di ricorso della ditta. E i palazzoni si faranno, a meno che il comune di Messina non decida di ricorrere al Cga contro la decisione del Tar.

Sulla vicenda è intervenuto Alessandro Russo, consigliere del Pd: “Ciò che emerge, a questo punto, è innanzitutto la circostanza che la ZES, che in un primo momento aveva previsto opportunamente il coinvolgimento del Consiglio comunale, è tornata sui suoi passi ribaltando l’originario orientamento, concedendo pertanto l’autorizzazione al finanziamento e alla realizzazione bypassando il Consiglio comunale di Messina. In secondo luogo, emerge come la decisione della ZES superi le previsioni normative in materia di urbanistica e di politica del territorio che è di esclusiva competenza degli Enti Locali e, segnatamente, dei Consigli comunali. E non potrebbe essere che in questo modo, poiché è evidente che sul tipo di sviluppo urbanistico, sulla sua proiezione, sugli indirizzi da assumere in tema di edilizia, sia l’organo che governa il territorio a decidere delle sue sorti”.

“Ecco infatti che, con un paradosso evidente ma soprattutto con un contrasto politico ancora più eclatante, la ZES decide oggi di bypassare il Consiglio comunale di Messina che, sul punto, a grande maggioranza e sulla base di ragioni molto argomentate, aveva deciso che quei progetti non fossero in linea con gli interessi della città di Messina. Adesso, quindi, mentre il privato legittimamente potrà avviare i suoi cantieri, la città — espressa nella sua rappresentanza in Consiglio comunale — dovrà subire le decisioni prese sulla sua testa e nonostante le argomentazioni contrarie che aveva espresso. C’è tutto il paradosso della fretta e della corsa a impegnare i fondi PNRR che emerge in questo caso: pur di non perdere soldi, si derogano procedure e previsioni che dovrebbero essere bypassate solo con motivazioni concludenti, ragionate e concertate”.

“La politica di gestione del territorio è uno dei campi di azione amministrativa più importanti del Comune: la legge assegna all’Ente Locale questa responsabilità nella corretta valutazione per la quale solo chi governa il territorio e lo vive può decidere cosa sia opportuno per esso. E invece, derogando le procedure per accedere ai fondi PNRR, paradossalmente di quel che ha pensato e votato il Consiglio che pure esprime l’interesse collettivo di Messina si fa serenamente a meno. Un fatto politicamente molto grave e rilevante. Un precedente altrettanto pericoloso per l’autonomia del Comune nei suoi campi di azione”.

“E’ per questa ragione che mi sono adoperato per chiedere nel più breve tempo possibile la convocazione in commissione urbanistica comunale l’audizione del vice sindaco e assessore al territorio,  Salvatore Mondello, del dirigente dell’urbanistica, Giuseppe Messina e della segretaria generale, Rossana Carrubba per comprendere se ci siano le basi e le motivazioni tecnico-giuridiche per resistere alla decisione del TAR, ricorrendo in superiori sedi giurisdizionali. In quella sede di confronto, infatti, si dovrà comprendere se le decisioni come quelle assunte dalla ZES, che nei fatti aggirano il ruolo del Comune su questi argomenti che pure gli sono di stretta competenza, menomano di una funzione fondamentale l’Ente Locale, scippandolo di una competenza che dovrebbe essere derogata solo per ragioni fondate e motivate e certo non con la generica necessità di spesa dei fondi del PNRR. I fondi finiscono, è vero. Ma l’impatto territoriale conseguente resta a carico della collettività messinese”, conclude Russo.

 

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