MESSINA. Arrivano le prime reazioni a caldo dopo l’ordinanza con la quale il sindaco De Luca ha disposto la demolizione delle baracche cittadine entro il 31 dicembre e lo sgombero di tutti i residenti entro la fine di ottobre. Ad esprimere le proprie perplessità, in una nota, è il consigliere della terza circoscrizione Alessandro Cacciotto, che pur condividendo la volontà del primo cittadino di eliminare o attenuare il fenomeno, punta il dito contro il rischio di “mettere per strada centinaia di famiglie messinesi” e chiede al Sindaco “di assicurare la casa a chi ne ha diritto o a chi versa in condizioni di indigenza”.

“In particolare – scrive Cacciotto – bisogna distinguere tra famiglie indigenti, povere o comunque sotto la soglia di povertà che per oggettivi motivi non possono affrontare il costo di una casa, da nuclei familiari che non avendo maturato il diritto a casa possono invece affrontare il costo di un abitazione. Fare di tutta l’erba un fascio significa ‘buttare’ sulla strada tante famiglie messinesi; condivido lo sconcerto ed il pugno allo stomaco quando organi di informazione fotografano realtà da terzo mondo come le baracche di Fondo Fucile, ma allo stesso modo bisogna essere cauti anche se determinati”.

”Sono tanti – prosegue la nota – i nuclei familiari che vivono nelle baracche e che non hanno la possibilità di prendere in locazione un alloggio perché magari quei pochi spiccioli servono per mangiare.
Qui lo Stato, il Comune deve intervenire, assicurando, prima di qualsiasi sgombero e demolizione un alloggio popolare. Per troppi anni il diritto a casa è rimasto soltanto un utopia cosi come una fonte di speculazione elettorale; lavoro e casa sono i pilastri del vivere civile, diritti costituzionalmente garantiti ma solo a parole, non nei fatti.
Pertanto l’invito che rivolgo al primo cittadino – conclude – è quello di monitorare tutta la situazione delle baracche in città, distinguere i nuclei familiari a seconda che abbiano o meno diritto a casa, procedere all’ulteriore distinzione (in caso di non diritto a casa) tra famiglie indigenti, povere e famiglie che possono invece permettersi il costo di un alloggio, garantendo alle prime una casa e solo dopo intervenire, anche drasticamente, per eliminare una volta per tutte una fotografia squallida, quella delle baraccopoli, che mortifica la nostra città”.

 

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