TAORMINA. Prima i saluti del sindaco di Taormina Eligio Giardina, poi gli interventi istituzionali da parte di un felicissimo Renato Accorinti, sindaco della CittàMetropolitana di Messina,  e dell’assessore al Turismo della Regione Anthony Barbagallo, quindi il conferimento dell’onorificenza della Città Metropolitana di Messina a Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, premio Nobel per la Pace nel 1989 e Leader spirituale del Buddismo Tibetano, in qualità di “testimone di pace e solidarietà nel mondo e come riconoscimento del suo impegno a favore del dialogo, della pace e del suo messaggio di fratellanza universale, teso all’affermazione dei valori di libertà, di nonviolenza e dei diritti umani”: cittadinanza onoraria che è stata oggetto di polemiche così come lo è stata quella che domani Accorinti avrebbe consegnato in qualità di sindaco di Messina ma che il consiglio comunale non ha votato.

La due giorni messinese del Dalai Lama è iniziata così, nella cornice del Teatro Greco, accolto da un bagno di folla, che ha ascoltato la sua lectio magistralis su “La pace è… l’incontro tra i popoli, un’opportunità per l’evoluzione dell’umanità”, e “In cammino verso la saggezza e la felicità attraverso la meditazione”. Il leader spirituale tibetano ha parlato da seduto, scusandosi col pubblico, a causa dell’età (è ottantaduenne) che non gli consente più sforzi continuati: “Il mio corpo è anziano, ma la mente è giovane”, ha spiegato Il Dalai Lama, prima di ringraziare l’impegno italiano in tema di migranti, e porre l’accento sull’uguaglianza di tutta la razza umana e sull’assurdità delle differenze religiose”.

 

Domani, il Dalai Lama sarà a Messina, al teatro Vittorio Emanuele. Per la sua visita c’è il tutto esaurito.

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