MESSINA. Prima la cima più alta dell’Africa, il Kilimanjaro, poi quella più alta del continente americano (Aconcagua) e poi una scalata agli 8000 metri in Nepal. È il progetto del messinese Nunzio Bruno, “In cima al mondo con… Me”, un’esplorazione per scopi documentari e per portare il nome di Messina in alto. Si tratta di un viaggio alla ricerca di immagini, suoni e parole: «Una serie di reportage su contraddizioni e conflitti, tradizioni ed evoluzioni culturali, meraviglie naturali e rischi ambientali di un mondo in rapido cambiamento», spiega lo stesso esploratore, che con il suo progetto vuole riscattare «una città che ha sempre avuto la capacità di rialzarsi e che ancora può dare tanto», spiega Nunzio Bruno. «Tutto comincia dal 2001 – racconta – da allora ho intrapreso una serie di viaggi che mi hanno condotto, fino ad ora, in 25 Paesi, cercando di raccogliere e condividere ispirazioni, conoscenze e informazioni. I nuovi progetti sono orientati all’esplorazione di luoghi “wild nature”, meno “turistici” e più selvaggi, spesso in solitaria». Tra il 2022 e il 2023, l’obiettivo è di andare in cima al Kilimanjaro ad ottobre, la vetta più alta in Africa a circa 6000 metri di altezza. Quindi ad Aconcagua, tra dicembre e gennaio, per poi tentare di salire fino a 8000 metri in Nepal nel 2023: «Al momento non ho trovato nessuna documentazione riguardo ad un messinese che sia riuscito o abbia tentato un 8000 metri», evidenzia Nunzio, che percorrerà anche diverse tappe in Sicilia e in Italia come preparazione: «Sarò di nuovo in viaggio da luglio, in trentino, a Monte Baldo e Ferrata delle Aquile, tappe propedeutiche per le spedizioni. Nei miei viaggi ho sempre cercato di portare con me la cultura e le bellezze della mia terra, e con lei le sue tradizioni, condividendone, con altri viaggiatori e followers, anche paesaggi e luoghi. Dopo anni di viaggi, in Italia e in alcune parti del mondo, tornato da poco dal Marocco dopo aver scalato il Toubkal, la montagna più alta e impervia del nord Africa, con temperature di -20°, nasce la voglia di condividere con più persone possibili, e portare anche il nome della mia terra», spiega l’esploratore. «Sarebbe l’inizio di un’esplorazione diversa e di una “piccola-grande” impresa: le spedizioni a seguire vedranno una serie di itinerari di preparazione, sino al culmine di una delle vette più alte ed impervie del mondo», continua Nunzio, che per diffondere le sue avventure utilizza gli account Facebook e Instragram, attualmente in monolingua ma presto anche in inglese, italiano e spagnolo: «Un canale in rapida crescita su destinazioni, itinerari, equipaggiamenti, hack di viaggio e consigli generali. È una voce attendibile per molti amanti dell’outdoor, appassionati di trekking, viaggiatori in economia ed escursionisti, ma anche molte persone interessate ai nostri territori e alla natura e alla cultura del bello». Per realizzare questo progetto, Nunzio si è anche rivolto alle aziende del territorio per un sostegno, non economico ma strumentale: «Non ho chiesto alcuna remunerazione, ma una semplice partecipazione alle spese, dato che dovrò dotarmi di attrezzature tecniche ed avere la possibilità di effettuare riprese più professionali con drone e/o action cam».

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