MESSINA. “Mentre assurde ordinanze vengono scritte male e poi ritirate preoccupandosi di fare giochetti sulla pelle dei cittadini, cosa è stato fatto per prevenire i contagi? Le misure prese fino ad oggi non hanno funzionato e al di là della responsabilità del sindaco, del presidente della regione o dell’ASP, non possiamo non chiederci se ci sia qualcuno davvero interessato alla tutela della salute”. E’ quanto scrivono i ragazzi di Udu Messina, un sindacato studentesco, che spongono la loro riflessione sugli ultimi eventi accaduti in città.

“Giusto qualche giorno fa a Barcellona è deceduto un paziente emorragico, positivo al Covid, perché non si è trovato alcun posto in chirurgia in cui ospitarlo: il reparto di Barcellona è stato soppresso in seguito al trasferimento del personale a Milazzo, il reparto di Milazzo ha rifiutato il paziente per evitare contagi. Abbiamo quindi accettato a capo chino che chi si ammala di Covid muoia ingiustamente?”, proseguono.

“E mentre aumentano i contagi la situazione politica assume una colorazione paradossale: zone rosse, rossissime, rosso De Luca, rosso Musumeci, eppure nessuna reale spinta per intervenire con investimenti strutturali e far sì che la situazione non collassi definitivamente. La classe dirigente di questa città e di questa regione ha miseramente fallito: la gestione e l’organizzazione del tracciamento e della prevenzione dei contagi è imbarazzante. Mentre in Toscana aprono le scuole noi siamo qui a chiederci: quanto ancora resteremo chiusi in casa? Sarà davvero esclusivamente colpa dei cittadini irresponsabili?”, riflettono i ragazzi.

“Si apra una riflessione in tal senso, perché noi non vogliamo aspettare che l’emergenza diventi tragedia per vedere la classe dirigente veramente impegnata a trovare delle soluzioni reali. Basta urlare, basta giochi di potere, basta speculare, fate quello per cui dovreste essere lì, lavorate al servizio della vostra comunità“, conclude.

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