MESSINA. Una progettazione partecipata e condivisa per la zona ionica devastata dal passaggio del ciclone Harry del 20 gennaio: è il Comitato per la CoProgettazione della Zona Jonica, promosso da un gruppo di cittadini con il contributo scientifico delle docenti dell’Università di Catania Laura Saija e Lucia Signorello. L’obiettivo è avviare un percorso collettivo per immaginare e progettare il futuro della costa, “superando decisioni calate dall’alto e logiche emergenziali”, scrivono i promotori.
“Il ciclone Harry ha mostrato inequivocabilmente la fragilità del rapporto tra comunità umane e ambiente lungo la fascia costiera ionica. Gli eventi estremi non sono semplici emergenze, ma segnali che ci invitano a ripensare il modo in cui abitiamo e trasformiamo il territorio. I danni non sono “colpa” della natura, ma delle scelte che rendono i luoghi più vulnerabili”, spiega una nota.
Durante la conferenza stampa tenutasi nell’Aula consiliare di Furci Siculo, alcuni componenti del Comitato hanno illustrato il senso e la struttura del percorso. Salvo Irrera ha ricordato come il ciclone Harry abbia evidenziato la necessità di abbandonare i vecchi schemi decisionali: «E’ sotto gli occhi di tutti che le barriere rigide che rispondono all’idea di “difendersi” dalla natura hanno paradossalmente prodotto la fragilità delle nostre coste. […] Gli schemi decisionali finora adottati sono basati soprattutto sulla separazione che risponde a logiche “bellicistiche”: da un lato individuano nell’ambiente esterno un “nemico” da cui difendersi, dall’altro producono una frattura netta tra abitanti, tra abitanti e amministratori, e tra comunità ed ecosistema. È necessario superare questo modello in favore di un percorso di inclusione che valorizzi il sapere di tutti gli abitanti. In una parola, riteniamo indispensabile rinaturalizzare il comprensorio, a tutti i livelli: sociale, ambientale e produttivo. […] riappropriarsi di un modello virtuoso dell’abitare il territorio, in cui lo spazio non è una risorsa da estrarre e sfruttare, ma un valore da condividere e custodire». Irrera ha precisato inoltre la necessità per la cittadinanza di avere chiarezza su quello che è lo stato dell’arte delle decisioni prese fino a questo momento dagli amministratori in termini di indirizzo e di progetti presentati.
Serena Bonura ha illustrato la struttura tecnica del processo: «Il percorso si basa sul lavoro di progettisti professionali e facilitatori, con il supporto della prof.ssa Saija. I risultati attesi sono due: creare educazione e arrivare a un piano strategico condiviso». Il piano strategico metterà insieme comuni, tecnici e comitato, prevedendo anche progetti intermedi su fiumare, colline e viabilità. La durata prevista è di un anno e il percorso si articolerà attraverso incontri territoriali, tavoli tecnici e momenti di confronto. Bonura ha inoltre chiarito che «Nel primo incontro territoriale – previsto per il 24 marzo con i cittadini di Furci- non parleremo di soluzioni ma del processo: realizzeremo una mappatura di comunità per costruire una mappa condivisa dei problemi e dei valori del territorio» – e ha proseguito – «Il processo richiede risorse economiche e atti formali. Per questo il Comitato chiederà ai Comuni l’accesso diretto ai fondi della democrazia partecipativa (Legge Regionale 5/2014), seguendo il caso esemplare del Comune di Giardini Naxos»
In questo lavoro di approfondimento sugli atti amministrativi necessari per garantire un accesso diretto, trasparente e pienamente legittimato al percorso partecipativo, il comitato è supportato dall’Associazione Parliament Watch che attraverso l’Osservatorio “Spendiamoli Insieme”, monitora l’utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata in Sicilia e promuove buone pratiche di partecipazione civica.
Secondo il comitato, I principi del percorso saranno “ascolto, per raccogliere bisogni, criticità e visioni delle comunità, competenza con il coinvolgimento di tecnici ed esperti, trasparenza, garantendo incontri pubblici e condivisione dei risultati, e collaborazione per ostruire un dialogo stabile tra cittadini, istituzioni ed esperti. Il percorso mira a definire una visione condivisa per la fascia ionica, integrando sicurezza del territorio, tutela degli ecosistemi, economia locale e qualità della vita. L’obiettivo è elaborare un piano strategico con studi, linee guida e progetti cantierabili. Il processo, della durata di almeno un anno, si svilupperà attraverso incontri territoriali, laboratori tematici, tavoli di lavoro e momenti pubblici di restituzione. È un percorso ambizioso, ma necessario per superare la logica dell’emergenza e costruire un futuro più sicuro e sostenibile”.
A conclusione della conferenza stampa Letterio Mastroeni, referente territoriale di Plastic free e componente del comitato ha evidenziato come l’assemblea del 22 febbraio a S. Teresa di Riva abbia avviato il processo, individuando al momento 24 community leaders e creando così una rappresentanza in ciascun Comune della zona jonica, da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea. Ha inoltre annunciato che al primo incontro territoriale, che si terrà a Furci Siculo, presso l’Aula consiliare, martedì 24 marzo, seguirà un incontro a Roccalumera e, successivamente, in tutti i comuni del comprensorio.


