MESSINA. Si intitola “Chiacchiere di Sicilia” (ed. Scatole Parlanti) il romanzo del giornalista e attivista messinese Antonino Mangano, pubblicato da pochi giorni e che investiga il rapporto tra i giovani che vanno via, Messina e la sua provincia.
Come si legge dalla quarta di copertina «Qual è il posto che può definirsi “casa”? Quello d’origine o quello in cui ci si sta cercando di costruire una nuova quotidianità? Cosa resta di amicizie e relazioni che tempo e distanza contribuiscono a diluire? Come cambia il rapporto con i luoghi dell’infanzia?» È proprio da queste domande che prende vita la trama, che vede il protagonista messinese, trapiantato a Bruxelles, che ritorna nella terra d’origine per le vacanze di Natale.
In Sicilia, tra dialoghi con vecchie amicizie, nuove conoscenze ed eventi che prenderanno vita nella cittadina fittizia (ma molto verosimile) Bellarocca, si scoprirà il nervo della società contemporanea: «La preoccupazione che grava sull’animo del protagonista è una crisi identitaria. Una parola che utilizzo in questi casi è “sradicamento”, una sensazione avvertita quando non si sa più a quale contesto si appartiene – spiega l’autore Antonino Mangano – La domanda che sorge è: si è ancora messinesi nonostante le distanze e la separazione di lungo periodo, o si acquisisce l’identità del paese ospitante, pur sapendo che non si è veramente così immersi nella cultura che riceve la presenza degli emigrati?»
Tra crisi identitarie e l’amore tormentato che lo lega a una connazionale conosciuta in Belgio, sentimento che accompagna il protagonista nel corso del romanzo, “Chiacchiere di Sicilia” racchiude critiche, ironia e riflessioni sui costumi siciliani contemporanei, e riflette sulle sfide, le speranze e le opportunità di una generazione di siciliani che emigrano in massa, e di una società in radicale trasformazione, a causa di questi movimenti sempre più massicci.
«Sono convinto che “Chiacchiere di Sicilia” sia un romanzo di investigazione intima per i messinesi e, in generale per tutti gli expat. Può essere utile per interrogarsi sulla sintesi tra nostalgia, ricerca di nuovi equilibri e senso di appartenenza, a prescindere dai confini e dai contesti sociali a cui siamo da sempre stati abituati, e che si confrontano con una realtà che è in forte cambiamento», spiega Mangano.
L’autore non dimentica nemmeno “chi resta”: «Come ogni libro, “Chiacchiere di Sicilia” è per tutti: è un’opera che non parla soltanto di una “prospettiva da expat”, ma è uno sguardo sulla Sicilia, di chi vive la provincia di Messina quotidianamente. La riflessione su cosa è oggi Messina e cosa vuole diventare passa anche da un libro».






