MESSINA. Scirocco e porto di Tremestieri storicamente non vanno d’accordo. E infatti, il forte vento e una violenta risacca del moto ondoso, hanno determinato giorni fa l’interruzione delle corse dal porto in zona sud, col flusso dei mezzi pesanti dirottato verso Rada San Francesco e il porto storico. Un problema di cui non si riesce a venire a capo, probabilmente perchè, nonostante i lavori di ampliamento, che vanno avanti ormai da otto anni, tutta la struttura è nata sotto una cattiva stella.
Nella discussione si inserisce anche Gaetano Sciacca, del movimento Rinascita Messina, che interviene sulla possibilità che i lavori siano oggetto di una variante. “È bene ricordare, soprattutto a beneficio dell’opinione pubblica (non certo degli addetti ai lavori, che ne sono pienamente consapevoli), che il Codice dei contratti pubblici vigente (D.lgs. 36/2023) consente le varianti solo in casi tassativi, nel rispetto dei principi di immutabilità del contratto e di parità di trattamento tra operatori economici.In particolare, una variante è ammessa esclusivamente se deriva da eventi imprevedibili, non altera la natura del contratto, comporta un aumento di prezzo non superiore al 50% del valore iniziale, è motivata da condizioni geologiche sconosciute, eventi naturali eccezionali o sopravvenienze normative cogenti. Non rientrano in alcun modo tra le cause legittimanti errori progettuali, carenze istruttorie, sottovalutazioni tecniche”.
Sciacca, che è ingegnere, ha la soluzione: “Il problema dell’insabbiamento del porto di Tremestieri è tecnicamente risolvibile in modo semplice ed efficace, se solo lo si volesse, la soluzione è chiara. Realizzare immediatamente una trappola per sedimenti sottoflutto, finalizzata alla prevenzione dell’insabbiamento. La trappola per sedimenti consiste in una rientranza del litorale, da realizzare immediatamente a sud del porto, che sfrutta la direzione naturale del moto ondoso per intercettare e accumulare la sabbia prima che raggiunga e insabbi l’imboccatura portuale. I sedimenti così raccolti, facilmente dragabili da terra, devono essere riutilizzati per il ripascimento delle spiagge in erosione a nord di Tremestieri, in contrada Veglia, secondo una logica di economia circolare costiera. Contestualmente, il traffico gommato leggero oggi attestato alla rada San Francesco potrebbe essere trasferito al porto storico, sfruttando le cinque invasature attualmente sottoutilizzate, anche in considerazione dell’imminente completamento della via Don Blasco”.






