MESSINA. Arresti e controlli a Messina e provincia da parte dei Carabinieri. In città, due pusher, già noti alle forze dell’ordine, sono stati fermati a seguito di un blitz ieri pomeriggio. Sospettando un’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti, i militari dell’Arma hanno deciso di entrare in casa ed effettuare una perquisizione domiciliare che ha portato all’arresto del cinquantenne Salvatore Rolla e del figlio ventiduenne Simone perché in possesso di quasi 50 grammi di marijuana, suddivisi in 39 involucri pronti per essere spacciati, e di un bilancino di precisione utilizzato per suddividere e confezionare le varie dosi che erano state racchiuse all’interno di piccoli fogli di giornale. Questa mattina i due sono comparsi davanti al Giudice presso il Tribunale di Messina per rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti a loro contestato. Al termine del rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e nei confronti dei due spacciatori il Giudice ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere in attesa della prossima udienza.

Sempre ieri, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina hanno portato a Gazzi Domenico Musolino, pregiudicato messinese 38enne, arrestato in esecuzione di una misura cautelare emessa dalla Corte D’Appello. L’uomo, già ai domiciliari arresti domiciliari, si era reso protagonista di un lungo periodo di evasione cominciata nella notte del 28 aprile, quando era stato sorpreso da una pattuglia del Nucleo Radiomobile mentre viaggiava a bordo di una auto, poi abbandonata per fuggire a piedi. Da quel momento era diventato irreperibile, non facendo più rientro nella propria abitazione di Villaggio Aldisio. Grazie ai servizi di osservazione e pedinamento nei pressi delle abitazioni dei suoi familiari e di tutte le persone in qualsiasi modo riconducibili a lui, era stato possibile individuarlo, il 2 maggio scorso, e arrestarlo. Il giorno successivo era stato nuovamente portato agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Alla luce delle gravi violazioni, Musolino ieri ha perso il beneficio dei domiciliari.

A Barcellona Pozzo di Gotto, invece, i Carabinieri della Compagnia hanno arrestato una persona in esecuzione ad un ordine di espiazione pena, deferito in stato di libertà 9 per diversi e segnalato al Prefetto di Messina altrettanti assuntori di sostanze stupefacenti. Il dispositivo ha visto coinvolti gli equipaggi del Nucleo Operativo e Radiomobile nonché quelli delle Stazioni di Barcellona, Falcone e Furnari, consentendo di svolgere numerosi e mirati controlli nei luoghi di maggiore aggregazione del comprensorio. La persona arrestata, L.F., pregiudicato 40 enne di Falcone, è stato condannato dal Tribunale di Patti e dovrà scontare la pena di un anno, 5 mesi e 21 giorni di reclusione. Per quanto riguarda le nove persone denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, si sono rese responsabili, rispettivamente: uno di furto aggravato commesso all’interno di esercizio commerciale; due di detenzione abusiva di munizioni in quanto trovati in possesso di diverse cartucce per fucile da caccia; uno di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana, uno per guida senza patente e 4 per guida sotto l’effetto di alcool. Il servizio di controllo del territorio, complessivamente, ha consentito di controllare 3 attività commerciali, 129 persone, 46 veicoli, il ritiro di 5 patenti di guida ed il fermo amministrativo di 5 veicoli.

Infine, a Roccalumera, nel tardo pomeriggio del 10 maggio una pattuglia di militari della Stazione è intervenuta presso un cantiere allestito sul lungomare del centro ionico per il rifacimento di opere murarie, dove era stata segnalata la presenza di un furgoncino sospetto con targa straniera. Si trattava di un Volkswagen Vito con a bordo il cinquantasettenne Naser Munisi e la ventiquattrenne Monica Margeli. Le verifiche hanno consentito di accertare che i due avevano appena rubato e caricato sul loro mezzo numerose ringhiere in ferro, destinate ad essere collocate sui muretti che costeggiano il marciapiede del lungomare. L’uomo e la donna, arretati per furto aggravato, sono stati giudicati con rito direttissimo oggi e sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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