MESSINA. Dopo due bandi finiti nell’occhio del ciclone e un terzo avviso ancora non ritirato, continua a tenere banco la questione “randagismo” che tanto ha fatto discutere negli scorsi mesi, fra la presa di posizione delle associazioni animaliste, contrarie alla “deportazione” degli animali, svariate polemiche politiche e un sit-in di protesta che ha avuto luogo lo scorso 10 giugno a Piazza Unione Europea.

A poche ore di distanza dall’intervento dei consiglieri Cannistrà e Coletta, intervenuti ancora una volta sull’argomento, questa mattina si è riunita a Palazzo Zanca la Settima Commissione Consiliare Permanente per affrontare la particolare tematica del volontariato per la tutela degli animali, in presenza dell’assessore Massimiliano Minutoli e di alcune associazioni.

Nel corso del confronto in Aula, “si è tratto spunto – spiega il presidente della VII Commissione Placido Bramanti – proprio dagli eventi accaduti la settimana scorsa in città, quando sono state contestate le scelte dell’Amministrazione riguardo il bando che ‘deporterebbe’ i randagi di Messina dalle strutture che oggi si prendono cura di loro. Il documento, pur presentando vizi di forma, non è stato ritirato dal Dirigente. Le Associazioni di Volontariato presenti, più volte intervenute durante la Commissione, hanno lamentato la mancanza di comunicazione e integrazione con l’Amministrazione comunale. Ogni anno anche nelle strade della nostra città vengono abbandonati decine di cani e gatti, e gli abbandoni ed il randagismo –lo ricordiamo – sono la prima causa di morte degli amici a 4 zampe. Quelli che si salvano da una morte quasi certa, invece, vengono condannati ad una vita caratterizzata da stenti e sofferenza in ambiti poco accoglienti. A tal proposito, una particolare attenzione è stata data al tema del soccorso, dei microchip, delle sepolture, ancora assai lontane da un paese civile. Con l’emanazione della legge 281 del ’91 si è posto fine all’atroce pratica della soppressione di cani e gatti che venivano catturati per le strade, ma quello che doveva garantire a questi poveri animali il diritto alla vita si è rivelato invece un sistema fallimentare. Durante i lavori, è stata richiesta e sollecitata maggiore tutela della qualità della loro esistenza intensificando gli opportuni controlli sui canili convenzionati, ricoverandone quanti più possibile prevedendo assistenza veterinaria così da non vanificare il lavoro dei tanti volontari che svolgono le loro attività con amore, dedizione e grande impegno.  Se da una parte, quindi, si può puntare il dito contro le autorità locali, dall’altra non vanno dimenticate le responsabilità dell’abbandono da parte dei cittadini, soprattutto in occasione della stagione estiva, i quali – alimentando un fenomeno già fuori controllo – spesso fanno nascere cuccioli indesiderati, non si occupano della loro regolare iscrizione all’anagrafe canina o della dotazione di un microchip per il riconoscimento in caso di fuga dei loro animali. Occorre adeguare il livello di civiltà ai nostri amici a quattro zampe. La loro salute collima con la nostra. Sono una risorsa da non sottovalutare. E’ fondamentale vigilare. Per questo chiediamo alla pubblica amministrazione una più attenta vigilanza, affinché facciano quello che è di loro competenza per prevenire e contrastare tale grave problema sociale”, ha concluso Bramanti.

“In merito alla mancanza di comunicazione e integrazione con l’Amministrazione – ha precisato l’assessore Minutoli – ricordo a tutti i numerosi incontri e confronti avvenuti anche con il Canile Milleusi, il cui presidente mi ha dato atto di ciò. La disponibilità al dialogo quindi non è mai venuta meno, ad esclusione di quelle Associazioni che nonostante l’invito hanno preferito per loro scelta non interloquire”.

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