MESSINA. Da una settimana a questa parte, l’Autorità portuale è tornata tema caldo. Da quando, cioè, tra il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ed il governatore della regione Sicilia Rosario Crocetta è scoppiato il battibecco sulla scarsa attenzione verso Messina e l’eccessivo interesse su Catania. Un battibecco che, come effetto collaterale, ha avuto quello di rimettere in discussione la soluzione, ormai ritenuta pacifica, dell’accorpamento dell’Authority messinese con quella di Gioia Tauro, porto ritenuto “core”, strategico.

A scagliarsi contro il Governatore Crocetta, accusato di fare campagna elettorale, la frangia renziana del Pd messinese, rappresentata da Alessandro Russo, Francesco Palano Quero, Liliana Modica, Giuseppe Laface, Davide Fragale e Giacomo D’Arrigo (fresco di riconferma alla direzione generale dell’Agenzia nazionale Giovani) , che nella conferenza stampa che si è tenuta in mattinata hanno attaccato il presidente della Regione annunciando nuove pressioni sul Governo nazionale “per restituire a Messina, la terza città della Sicilia, la dignità della sua storia marinara e portuale“.

“A seguito dell’approvazione del decreto del Governo Renzi della scorsa estate, il Governatore ha presentato richiesta di proroga delle Autorità Portuali di Messina e di Catania che tuttavia non sono state accolte. Mentre per Catania il governo Crocetta ha formulato la richiesta di prorogare temporaneamente la sede legale della nuova Autorità Portuale della Sicilia Orientale, per Messina e la istituenda Autorità del Tirreno Meridionale e dello Stretto tale richiesta non è stata formulata. Lo dimostra la lettera di riscontro del ministro Delrio dello scorso novembre, che pure Crocetta ha sventolato in conferenza stampa. In quella lettera, infatti, Delrio si riferisce espressamente alle richieste formulate dal presidente Crocetta, e mentre boccia le proroghe delle vecchie Autorità Portuali di Messina e Catania, per la seconda autorizza la proroga di due anni della sede legale, mentre per Messina autorizza solo “la prosecuzione delle attività fino alla fine dell’esercizio finanziario”, ossia fino a fine dicembre 2016. Crocetta, pertanto, piuttosto che sbandierare la lettera di Delrio, oggi avrebbe dovuto mostrare alla Città di Messina la lettera che egli inviò a Delrio e le richieste che in essa erano contenute. Specificamente: che cosa chiese Crocetta, per Messina? Perché Delrio risponde solo per la prosecuzione dell’attività fino a fine dicembre 2016 mentre per Catania risponde su più quesiti? Crocetta ben sa che la letterina di intenti non sarebbe servita a nulla. Al contrario, per Catania, il suo governo ha prodotto secondo previsioni di legge la richiesta di proroga, oggi accolta. La paventata opposizione alla Consulta, riprodotta oggi, sembra più che altro un disperato tentativo di salvare il salvabile, fuori tempo massimo e dalle conseguenze difficilmente utili per Messina. La legge è già esecutiva da mesi, l’opposizione avrebbe  dovuto essere sollevata l’anno scorso, come pure promesso da Crocetta nel febbraio 2016 ma, come prevedibile, senza atti conseguenti”.

Di Autorità portuale ha parlato, giusto mezzora prima, anche Gianpiero D’Alia, deputato del gruppo Gruppo AP-NCD-CPI e numero uno cittadino dei centristi per la Sicilia, gruppo scissionista dell’Udc. La soluzione dei Centristi per la Sicilia? Un tavolo tecnico per un “ritorno al passato”. Messina e Reggio siano una “enclave” all’interno dell’autorità portuale di Gioia Tauro, “per la specificità interregionale”, e per il volume di traffico che si origina tra Messina e Milazzo, “che è necessario sia reinvestito e redistribuito sul territorio”. Per raggiungere questo traguardo, l’ex ministro  D’Alia suggerisce un tavolo tecnico, l’ennesimo, attorno al quale riunire tutti gli attori locali, e il ministro Graziano Delrio, “perchè i sei mesi di proroga sono troppo pochi per costruire un’alternativa conveniente per la città”. L’ipotesi Messina-Reggio, già bocciata e tenuta fuori dalla porta tre anni fa, si tenta di farla rientrare dalla finestra. “Proviamo a fare sistema – spiega l’ex ministro – lo dico senza polemica”.

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Carmelo Russo
4 Febbraio 2017 16:51

Crocetta sbadato! Pensa ad altro che non alla buona politica per la sua regione!