MESSINA. “Dobbiamo fare in modo che il Mediterraneo diventi un mare di comunicazione, di traffici positivi e di pace”. Parole del ministro dell’Interno Marco Minniti durante l’inaugurazione di stamani dell’anno accademico all’Università di Messina. “La città dello Stretto – ha proseguito – ha sempre interagito con l’altra sponda dello Stretto e questa realtà è collocata in mezzo al Mediterraneo: un mare di grande inquietudini e potenzialità. Bisogna conoscere quali sono le minacce e quali sono le opportunità”.

Alla celebrazione, in scena nell’Aula Magna del Rettorato, hanno preso parte, fra gli altri, anche il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, il Rettore Pietro Navarra, e il direttore generale Francesco De Domenico.

“Le migrazioni, e tutte le loro implicazioni in termini di sicurezza economica e sociale – ha commentato Navarra all’apertura della Cerimonia – sono una delle grandi questioni del XXI secolo. Un cambiamento rapido e profondo cui la popolazione italiana non è stata sufficientemente preparata con i necessari investimenti di tipo culturale o educativo, con la conseguenza di considerare l’arrivo di chi è nato sotto un altro sole come una minaccia allo sviluppo e all’identità nazionale. L’Università di Messina da circa un anno sta dando un contributo importante nell’analisi delle migrazioni in Sicilia coordinando un importante progetto in collaborazione con la Regione Siciliana, il Ministero dell’Interno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Ufficio Scolastico Regionale. Si tratta di un progetto del valore di 1,2 milioni di Euro, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, che ha l’obiettivo di istituire un Osservatorio finalizzato alla conoscenza delle caratteristiche e delle dinamiche del fenomeno migratorio in Sicilia e in Italia e fornire uno strumento tecnico a servizio dei decisori pubblici per la programmazione di interventi sistematici nel settore. Mentre assistiamo allo spopolamento sistematico delle nostre città legato alla inesorabile fuga di giovani, di professionisti affermati e di anziani in pensione – ha continuato il Rettore – l’Università di Messina è diventata sempre più attrattiva, in pochi anni è stata capace di invertire decisamente la tendenza recuperando quanto aveva perduto. Rispetto alla media degli anni antecedenti all’insediamento di questa amministrazione, gli studenti stranieri sono aumentati del 488%. Mi piace in questa sede annunciare che per il prossimo anno accademico è in programmazione un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese, il primo in Sicilia e il secondo nel Meridione”.

“Essere presenti oggi all’apertura dell’anno accademico del nostro Ateneo, in qualità di membro delle istituzioni insieme a tanti colleghi ed esponenti del mondo professionale, della società civile e militare – ha commentato la neoeletta all’Ars, Elvira Amata – è stato per me un modo di voler onorare l’istituzione più importante della città. Si tratta della casa del pensiero e della cultura; il luogo in cui i nostri giovani formano la propria coscienza a 360°, la sede nella quale il pensiero si alimenta, matura e diventa linfa e motore per futuro. È con orgoglio di messinese, di parlamentare e di madre che guarda con fiducia e ammirazione ai giovani, che auguro al nostro Ateneo, sempre più internazionalizzato,  di accompagnare con immutata serietà e competenza i nostri ragazzi nel percorso più delicato della loro vita: quello delle scelte”

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