MESSINA. Primo giorno del 2026 all’insegna della pace con la marcia promossa dalla Comunità di Sant’Egidio a Messina, svoltasi in occasione della Giornata Mondiale della Pace. Cittadini, famiglie, giovani e rappresentanti del mondo religioso e del lavoro hanno attraversato la città per affermare il rifiuto della guerra e della violenza e il desiderio di un futuro di dialogo.
Ad aprire la marcia è stato l’intervento di Andrea Nucita, responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Messina, che ha richiamato il senso profondo dell’iniziativa: «La pace non è un’utopia lontana: è un orizzonte presente, da custodire e coltivare ogni giorno», invitando a non cedere a una visione rassegnata della storia e a opporre alla logica dello scontro «la forza mite della preghiera e del dialogo»
Nel corso della manifestazione hanno preso la parola Mohammed Refaat, presidente del Centro Islamico di Messina, che ha sottolineato il valore della convivenza e della responsabilità condivisa tra le religioni; Giovanni Amante, della Chiesa Ortodossa Ucraina, che ha portato la testimonianza di un popolo ferito dalla guerra; Stefania Radici per la CGIL e Nino Alibrandi per la CISL, che hanno richiamato il legame profondo tra pace, diritti, lavoro e giustizia sociale.
La marcia si è conclusa con un momento di preghiera, nel quale è risuonato l’appello a non considerare “normale” la guerra e a non abituarsi alla violenza diffusa che colpisce soprattutto i più fragili. «Siamo qui per rafforzare la speranza – è stato ricordato – convinti che il futuro non è di chi promuove la guerra, ma di chi ogni giorno lavora per costruire la pace»




