MESSINA. Potrebbe essere definito “lampante” l’errore giudiziario che è venuto fuori ieri con la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Messina. Giuseppe Giuliano, presidente del gruppo immobiliare Italcase, infatti, è stato “assolto per non aver commesso il fatto” nella vicenda delle truffe immobiliari sull’affare del complesso Fortino a Pace. Una formula che non lascia nessuna ombra sulla correttezza del suo operato. Per dimostrarlo, però, ci sono voluti sei anni di vicende legali, passate per un rinvio a giudizio e una condanna. E un lavoro minuziosissimo portato avanti dall’avvocato Roberto Materia.

Ieri venerdì 17 settembre il verdetto dei giudici mette un punto definitivamente alla vicenda. Assolti, su richiesta del pubblico ministero, in primo grado dall’associazione a delinquere e in appello dall’accusa di truffa aggravata sono stati l’ex dipendente della Provincia Giuseppe Giammillaro, il mediatore Antonino Rizzotto, l’agente Giuseppe Giuliano e l’antillese Vittorio Lo Conti, amministratore di diritto dell’impresa Imprelogi srl.

La vicenda risale al 2015. A scuotere la città furono proprio le accuse mosse nei confronti di Giuseppe Giuliano, personaggio noto in città proprio per la sua professionalità. Oltre ad essere presidente della Italcase fu anche vicepresidente della Fimaa, Federazione Italiana Mediatori Agenti D’Affari.

La vicenda finì, inevitabilmente, su tutti i giornali cittadini danneggiando la figura dell’imprenditore messinese e della sua agenzia. «Oggi emerge la verità che mi rende particolarmente felice e soddisfatto. Dopo anni di estenuanti battaglie legali per dimostrare la mia innocenza oggi i giudici hanno ribaltato la sentenza di prima grado riconoscendomi innocente. Una notizia che rende merito al lavoro portato sempre avanti dalla Italcase che dal 1990 opera con professionalità e correttezza contraddistinguendosi su tutto il territorio nazionale come azienda leader. E di questo oggi ringrazio la magistratura».

La storia si riassume in poche righe, nonostante i lunghi anni di processo. Un piccolo cantiere cittadino, già al 65 per cento dei lavori avanzati viene affidato ad un gruppo di agenzie tra cui c’è anche la Italcase. Non in esclusiva e pertanto in collaborazione con altre agenzie. Italcase si occupa, per soli tre mesi, di definire alcune compravendite seguendo i clienti fino al compromesso. Subito dopo, l’allontanamento dal cantiere. Dopo oltre due anni per motivi imputabili all’impresa edile il cantiere viene fermato e, anche se prossimi alla consegna, vengono meno le compravendite. L’affare Fortino prende una piega penale dopo una querela presentata dagli acquirenti. Il sequestro del cantiere e il mutuo non pagato porta alla perdita della vendita giudiziaria degli immobili. Entra in campo la Guardia di Finanza. Giuliano viene prima informato dei fatti. E nonostante nelle 120 pagine stilate dalle Fiamme Gialle vengono messi nero su bianco i motivi della sua estraneità ai fatti, lui viene iscritto nel registro degli indagati. Arrestato. E poi ai domiciliari. Sulla sua innocenza si è espresso anche il Tribunale della Libertà, dichiarando la sua estraneità ai fatti. Valutazioni non tenute in considerazione dai giudici che si sono susseguiti in tutti questi anni.

Trentacinque anni di professione. Una crescita importante quella di Giuliano che comincia nel 1990 quando da vita ad un gruppo di agenzie operanti in tutta Italia e tocca il massimo del successo quando nel 2005 trasforma il suo progetto in franchising. Un’esplosione imprenditoriale di 177 agenzie presenti in tutto i territorio nazionale. Migliaia gli appartamenti venduti negli anni e decine i canteri edilizie promossi e commercializzati

Il Gruppo Italcase, in oltre 25 anni di attività, è riuscita a mettere in piedi un gruppo leader nel settore.

«Sei anni di battaglie legali – dice Giuliano – mi hanno danneggiato. Questa assoluzione ridà dignità ad un imprenditore colpito da una giustizia malata che spesso si accanisce su chi assume visibilità lavorando onestamente. All’epoca dei fatti molti affiliati al mio gruppo lasciarono il mio progetto decretando lo stop di moltissime mie iniziative. Una ferita che sarà difficile rimarginare ma oggi non mi reggo in piedi dalla forte sensazioni di libertà che provo».

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