MESSINA. Una fogna a cielo aperto da più di un mese: è quello che gli abitanti di Sant’Agata vedono (e sentono, e odorano) ogni giorno quando aprono le finestre. Succede nella spiaggia parallela alla via Caporale, una delle traverse della via Consolare Pompea, di quelle che non danno direttamente sulla strada e per questo fuori dai riflettori della cronaca e dalle attenzioni della politica.

Da metà febbraio infatti “è in corso una continua e costante fuoriuscita di liquami da tre tombini (anche in assenza di piogge negli ultimi due giorni) che ha invaso una rilevante porzione di spiaggia”, scrivono gli abitanti in una pec inviata al comune di Messina e all’Amam. Dalla scorsa settimana sono state effettuate varie segnalazioni telefoniche al numero verde dell’AMAM per le urgenze ma, ad oggi, non è stato compiuto alcun intervento”, si legge nella pec datata 23 febbraio.

Da quel momento, spiegano, non è cambiato pressochè nulla. Anche perchè il problema, dicono i residenti, va avanti dagli anni ’90, e “comporta la fuoriuscita di liquami di rilevanti entità al ricorrere di eventi meteorici anche di modesto rilievo. In relazione ad alcuni eventi occorsi in passato, sono state apprestate soluzioni temporanee e non risolutive consistite nell’utilizzo di autobotti che hanno aspirato le acque che avevano determinato la presenza di un vero e proprio lago di liquami”, scrivono.

Ad oggi, la situazione è pressochè immutata: c’è stato un intervento tampone a gennaio ma, scrivono i residenti, anche a voler ritenere che il problema sia stato risolto “per quel tratto di condutture con la riferita attività di espurgo e pulizia, risulta evidente come la soluzione apprestata, per il resto della fognatura, sia del tutto inadeguata. Anche se superfluo, poiché discende dalla natura stessa dei liquami, – continuano – si rappresenta che la ormai permanente presenza di materiale proveniente dalla rete fognaria a ridosso delle abitazioni, incrementata dalle periodiche e copiose fuoriuscite, ha determinato e continua a determinare un grave danno igienico – sanitario per i residenti”.

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