MESSINA. Sta circolando incontrollata la notizia di un’allerta maremoto nel mar Tirreno: è una notizia parziale, che non spiega esattamente cosa stia succedendo.

Quello che è successo è che il presidente della regione Siciliana Renato Schifani ha pubblicato un post sulla sua pagina facebook scrivendo, nell’immediatezza della scossa di terremoto di 5.5 gradi della scala Richter delle 12.19, “sono in costante contatto con il dirigente generale della Regione Siciliana – Dipartimento Regionale della Protezione Civile, Salvo Cocina, per seguire la situazione dopo le numerose scosse di terremoto registrate nel Tirreno meridionale. Al momento non sono stati segnalati danni. È stata inoltre diramata un’allerta arancione per rischio maremoto, con l’invito alla popolazione delle aree costiere interessate ad attenersi alle indicazioni della Protezione civile”. La notizia è stata riportata anche nella pagina facebook della protezione civile, ma nella grqfica non si accenna a maremoti (anzi, è proprio indicata una didascalia in cui si specifica “regola generale di autoprotezione: non è un’allerta maremoto”)

In realtà, l’allerta non è stata esattamente “diramata”: nè sul sito della Protezione civile, nè in quello dell’Ingv (istituto nazionale di geologia e vulcanologia) compaiono messaggi di allerta. Quello che è successo è che, per terremoti sottomarini superiori a un certo grado (usualmente quelli di 5.5 su scala Richter), parte precauzionalmente un’avvertenza di possibile allerta arancione da parte del Siam, il sistema nazionale di allerta per i maremoti indotti da sisma.

Secondo il sistema, sono previsi due livelli di allerta, Advisory (allerta arancione) e Watch (allerta rossa) coerenti con la normativa nazionale in materia di Protezione Civile e definiti in base ad una matrice decisionale approvata dagli organismi internazionali di monitoraggio e allerta tsunami. A questi due livelli d’allertamento va aggiunto, per completezza informativa, il messaggio di Information(informazione), che non costituisce un livello di allerta, ma va considerato come un messaggio inviato per opportuna informazione, dopo un terremoto di magnitudo pari o superiore a 5.5, ai soggetti del sistema nazionale di protezione civile.

Più che un vero e proprio rischio, quindi, si tratta di una misura precauzionale. Tra l’altro, nei comuni indicati sulla pagina facebook tra quelli “interessati”, nel messinese compaiono sia Sant’Angelo di Brolo che Galati Mamertino, località montane dei Nebrodi. Gli altri comuni sono Leni, Lipari (Filicudi, specificamente), Patti e Saponara.

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato