MESSINA. Circa un giovane messinese su tre (il 28,1%) non studia, non lavora e non è inserito in percorsi di istruzione e formazione. È quanto si evince da un report di Openpolis, basato su dati Istat. I numeri si riferiscono al 2021 e analizzano il rapporto tra i residenti “inoccupati” di 15-29 anni e la popolazione residente nella stessa classe di età.

A far peggio di Messina solo tre città: Catania (35,4%), Palermo (32,4%) e Napoli (29,7%), mentre al nord si registrano percentuali più contenute: Venezia (19,7%), Firenze e Genova (17,7%) e Bologna (17,3%).

I dati trovano riscontro nell’ultimo report della Caritas a cura di Stefani Radici (con numeri aggiornati al 2024), secondo il quale il tasso di disoccupazione dai 15 anni in su, in città, è pari al 14,6%, con la I, la II e la III circoscrizione che registrano dati superiori alla media. Ed è nelle stesse circoscrizioni che è maggiore l’incidenza di nuclei familiari con giovani tra i 15 ed i 29 anni che non studiano né lavorano, con una forbice che va dai 25 della IV circoscrizione ai 33 della III circoscrizione.

I ragazzi e le ragazze che abbandonano gli studi sono ampiamente diffusi in tutto il territorio comunale: quasi 15 persone su 100 tra i 18 e i 24 anni sono uscite precocemente dal sistema di istruzione e si ritrovano con un titolo di scuola media o inferiore. Nella III circoscrizione sono 1 su 5.

“Abbandonare gli studi – si legge – significa compromettere la possibilità di accedere a lavori qualificati, stabili e, dunque, meglio retribuiti. Spesso chi abbandona gli studi va a rimpolpare la schiera degli inattivi”...che a Messina sono ben 59mila, più degli occupati, appena 54mila (Fonte: Istat. Dati relativi al 2024).

Foto in copertina tratta dal report della Caritas

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