MESSINA. A guardare le 15 liste per il consiglio comunale presentate da Sud chiama Nord non si direbbe, ma le amministrative che si terranno tra meno di un mese non solo non sono quelle con più candidati, ma tra le amministrative degli ultimi 20 anni sono tra le meno partecipate in termini di candidature.

Perchè, per esempio, nel 2005 ci sono stati cinque candidati a sindaco (Francantonio Genovese, poi vincitore, Luigi Ragno, sfidante per il centrodestra, Filippo Clementi, Nunzio Romeo e Vincenzo Alastra), quarantuno liste (tra le quali quella dei socialisti napoletani esclusa dalla competizione il cui ricorso, accolto, fece annullare le elezioni), 1.765 contendenti agli allora 45 posti in consiglio comunale. Chi oggi si stupisce della pioggia di liste e candidati agli amministrative che si terranno tra meno di un mese, probabilmente non ricorda cosa accadde 21 anni fa, quando la città, al termine di un commissariamento di quasi due anni e mezzo, aveva arsura desertica di politica e urne.

E nel 2008? Molti, anche lì: 1160 candidati, divisi in 28 liste e sei aspiranti sindaci: Peppino Buzzanca, poi risultato vincitore al primo turno, sostenuto da 12 liste (tra cui una di Cateno De Luca), l’antagonista (e favorito, alla vigilia) Francantonio Genovese, anche lui con undici liste a supporto, il terzo incomodo Fabio D’Amore (tre liste) e poi Rosario Ansaldo Patti, Saro Visicaro e Filippo Clementi con una lista ciascuno.

Il 2013 è stato contraddistinto sia da una decisa contrazione nel numero di liste e candidati, sia dalla vittoria, che solo qualche mese prima nessun book maker avrebbe quotato, dell’outsider Renato Accorinti, l’uomo giusto al momento giusto nel mezzo di una tempesta perfetta, che ha avuto la meglio al ballottaggio, dopo aver battuto il suo sfidante e favoritissimo, Felice Calabrò, di poco più di 40 voti al primo turno, e con una sola lista, contro le 8 di Calabrò, le cinque del candidato del centrodestra Vincenzo Garofalo, e le singole per Gianfranco Scoglio, Maria Cristina Saija del M5s e Alessandro Tinaglia con la lista civica Reset. In tutto 668 candidati al consiglio comunale nelle 17 liste.

Risalgono liste (29) candidati (sette), e aspiranti consiglieri comunali (891) nel 2018: anno che vede vincere Cateno de Luca supportato da sei liste, quasi la metà rispetto all’antagonista Dino Bramanti (che di liste ne aveva 10) sconfitto al ballottaggio e del candidato del centrosinistra Antonio Saitta (con 6 liste). Diversa la situazione per il sindaco uscente Renato Accorinti, che di liste a sostegno ne contava solo tre, prima di Giuseppe Trischitta che aveva due liste a supporto ed Emilia Barrile e Gaetano Sciacca (M5s) presentati con una sola lista: quella di Sciacca farà incetta di consiglieri comunali, De Luca non ne prenderà nemmeno uno.

Scendono anche se di poco, i numeri del 2022, quando a inizio maggio sono state ufficializzate 24 liste contenenti 763 candidati, divisi per cinque candidati. Vincitore al primo turno Federico Basile, che di liste ne aveva presentate nove per un totale di 288 nomi, qualcuno in più rispetto al secondo arrivato Maurizio Croce, che era sostenuto da otto liste e 251 candidati. Gli altri? Franco De Domenico, candidato con il PD e che copriva anche il M5S con quattro liste (128 candidati), Salvatore Totaro con due liste e Gino Sturniolo con una lista. 

E quest’anno? I candidati, in tutto, sono 799 (in 26 liste), ma a dare nell’occhio è la differenza fra i 468 schierati a sostegno di Federico Basile (in 15 liste, di fatto raddoppiando quelle della tornata precedente) e il numero di quelli che sono scesi in campo a favore dei contendenti. Meno della metà, infatti, sono i candidati al consiglio comunale che supportano la candidatura di Marcello Scurria, ovvero 214 nel centrodestra. Solo 64 per la coalizione del centrosinistra, che ha presentato due liste: Pd e Movimento 5 Stelle, a sostegno di Antonella Russo. Le altre due liste sono a sostegno degli altri due candidati a sindaco Gaetano Sciacca (con 31 candidati) e Lillo Valvieri (22 candidati).

Diversa è la situazione se si guarda anche alle candidature ai quartieri: lì non c’è spesa, complici anche le 61 liste messe in campo da Sud chiama Nord…

 

 

 

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