MESSINA. Spegne oggi la sua prima candelina “iMuC – Messina Retrocomputing Museum”, museo dell’informatica e del videogioco fondato un anno fa in via Garibaldi.

Tutto ha inizio nel 2018, quando Biagio Natoli Orioles, Alessandro Coletta e Tonino Bisazza hanno iniziato a dare forma a qualcosa che avevano in testa da tempo: preservare, restaurare e raccontare le macchine che hanno cambiato per sempre il modo in cui viviamo, lavoriamo, comunichiamo.

 

 

La collezione conta centinaia di pezzi, esposti a rotazione: computer, console, software, accessori, libri e riviste dalla seconda metà degli anni Settanta. Apple II, Macintosh (incluso il rarissimo Twentieth Anniversary Macintosh), Commodore, Sinclair, MSX, Olivetti, IBM. Le console dalle Magnavox e Atari fino alla Vectrex, alla Coleco Vision, alle console giapponesi dalla NES alla PlayStation. E poi i pezzi che nel tempo sono diventati introvabili.

“Certe storie nascono in silenzio. Da una passione autentica, coltivata negli anni con pazienza e una buona dose di ostinazione. La storia di iMuC è una di queste. In questo primo anno – spiegano i fondatori – iMuC è diventato un posto dove le generazioni si mescolano. Dove chi ha più di quarant’anni riconosce un pezzo della propria vita, e un ragazzo scopre che tutto quello che usa ogni giorno ha una storia fatta di intuizioni, errori e persone con una visione straordinaria. Sono arrivati visitatori da tutta la Sicilia, dalla Calabria e dall’estero grazie ai numerosi turisti che hanno scelto di visitare il nostro museo. La storia dell’informatica non ha barriere linguistiche”.

Il 15 aprile 2025 iMuC è entrato nella Rete dei Musei Cittadini di Messina e ha partecipato al Sud Innovation Summit nel 2024 e nel 2025. Ha inoltre attivato percorsi PCTO con le scuole, in particolare con I’IIS Verona Trento di Messina. “Perché un museo che racconta la tecnologia non dal punto di vista nostalgico, ma storico e culturale, è il vero cuore del progetto”.

“Festeggiare questo primo anno significa celebrare una scommessa vinta. In un tempo in cui la tecnologia è sempre più invisibile e usa-e-getta, iMuC riporta davanti agli occhi di tutti gli oggetti e le intuizioni che hanno costruito il nostro presente digitale. Per ricordare semplicemente che il futuro spesso è stato pensato e costruito da persone con una visione differente, in una stanza o in un garage. Da qualcuno che ostinatamente non ha smesso di credere in quello che faceva”.

Visite al museo Lunedi-venerdì solo su prenotazione online. Sabato senza prenotazione. Orari: 9:00-13:00 e 16:00-20:00 Ingresso gratuito

 

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments