Ruggisce l’aria attorno alle parole! Non più lente, docili, adagiate su superfici immobili: esse scattano, si torcono, si slanciano come nervi accesi, pronte a frantumare ogni forma di compostezza. Qui non si ascolta: si collide. Qui non si descrive: si deflagra. Nel vortice di questa detonazione prende corpo La Balza Futurista. Non un semplice locale, ma un organismo linguistico in ebollizione, nato a Messina dopo la consueta, quasi rituale, vacanza di quattro amici di vecchia data a Pantelleria. Santi e Peppe Giordano, nati e cresciuti a Messina, dopo gli studi al Polimoda di Firenze tornano in città ed investono nel settore dell’abbigliamento aprendo la boutique “Il Dandy”, Nino Basile ha studiato Architettura a Milano, dove lavora tutt’ oggi come architetto, Giuseppe Raffaele fa l’informatore farmaceutico in città: sono proprio loro gli artefici della realtà che dal 7 ottobre 2025 ha spalancato le vetrate in via S. Giuseppe 13. Da quell’isola di vento e sale, sospesa tra arcaico e ultramoderno, infatti, è stata distillata in loro una nuova grammatica del diurno e del notturno: instabile, elettrica, in perenne mutazione. La Balza Futurista è un luogo che non si limita a contenere ma assorbe e rielabora: echi dei club berlinesi si infrangono contro l’irriverenza di Camden Town, mentre le stratificazioni di Bologna, Roma e Milano si sovrappongono senza gerarchia, come strati di una materia viva che si deforma sotto la pressione del presente dove regna una indiscussa sensibilità mediterranea. Tutto qui si intreccia, si piega, si esaspera, e si trasforma all’ infinito fino a diventare altro: non imita, ma reinventa. Uno spazio plastico e mutevole che non cerca di piacere ma di restare addosso. Luci sbagliate, traiettorie oblique, suoni che non chiedono permesso. Un luogo che si costruisce nel movimento e nell’attrito continuo tra chi l’attraversa e ciò che diventa mentre accade. La Balza Futurista è, dunque, un dispositivo culturale, dalle pareti materiche e l’arredamento di design, che sfugge alle etichette, che parla un linguaggio nuovo, “sporco” e fluido, in continuo mutamento in una città dove tutto sembra così statico ed avvolto nella bambagia. Dj set sperimentali, cineforum, esposizioni, brunch, estemporanee e performance varie ed eventuali: entrare non è scegliere, è cedere all’urto.
Quando, come e perché nasce il progetto de La Balza Futurista?
“Nasce dal desiderio di creare un punto di aggregazione, quasi un centro sociale travestito da spazio multiculturale. Nel progetto hanno, sicuramente, influito molto i nostri viaggi, soprattutto i periodi trascorsi a Pantelleria: lì abbiamo vissuto un forte fermento artistico, legato soprattutto alla musica elettronica e alla sperimentazione. Tornati a Messina, abbiamo sentito sin da subito l’esigenza di portare quella stessa energia qui. Realizzare il nostro progetto però è stato un processo lungo, ce l’avevamo in mente da circa un cinque annetti. Così due estati fa proprio di ritorno da Pantelleria abbiamo iniziato a girare per le vie del centro alla ricerca dello spazio giusto e l’abbiamo trovato, quasi per caso, subito: l’ex emporio Runci, un posto che vendeva veramente la qualsiasi. Da lì tutto si è allineato ed il 7 ottobre 2025 abbiamo aperto.”
Perché “La Balza Futurista”?E’ un nome che ha creato dei fraintendimenti?
“Il nome nasce da una scoperta fatta da Nino durante gli studi: a Messina esisteva un avamposto del futurismo chiamato proprio “Balza futurista”. Artisti come Marinetti, Depero e Boccioni passarono anche da qui. Abbiamo voluto recuperare questo legame storico e reinterpretarlo in chiave contemporanea. C’è chi in maniera molto leggera limitandosi ad associarlo a Marinetti, di conseguenza associa il locale ad una determinata dimensione politica, così come chi senza far caso al nome basandosi sul tipo di offerta che proponiamo ci etichetta con la corrente politica opposta. La verità è che La Balza è uno spazio apolitico, anarchico, dove non esiste una netta separazione tra chi organizza e chi partecipa.”
Come avete immaginato, e poi realizzato, l’estetica del locale?
“Abbiamo scelto di mantenere la struttura originaria con un intervento architettonico conservativo, valorizzando la memoria del luogo. Ci siamo ispirati al futurismo e a un’estetica brutalista: cemento, acciaio, linee minimali, ma non mancano i pezzi d’ arredamento di design. L’idea era creare uno spazio neutro ma dinamico, capace di trasformarsi a seconda degli eventi. Un contenitore in continuo movimento.”

Qual è l’anima de La Balza Futurista? Che programmazione offre?
“L’arte in tutte le sue forme. Mostre, musica, moda, vino, cibo: tutto può essere espressione artistica. Il nostro focus è sulla sperimentazione e sull’avanguardia, soprattutto nel campo della musica e delle arti visive. Gli eventi de La Balza ruotano, per l’appunto, attorno alla musica e all’ arte in tutte le sue forme: mostre, dj set, live session, estemporanee, workshop, presentazioni di libri, brunch, performance varie ed eventuali, e speriamo molto presto di poter dedicare uno spazio più ampio al cineforum.”
Come nasce l’idea del Morning Fest, ovvero il vostro brunch?
“Volevamo valorizzare il locale anche alla luce del giorno e colmare una mancanza in città. A Messina è difficile trovare una colazione salata: abbiamo creato una proposta semplice ma diversa dal solito, quindi toast, avocado toast, le uova ectect, pensata anche per studenti fuorisede e internazionali, a questa abbiamo deciso di abbinare una selezione musicale che varia di volta in volta.”
Dal punto di vista musicale e delle arti visive come “si esprime” la La Balza?Che artisti avete ospitato fino ad ora?
“Di base si predilige l’elettronica sperimentale, ambient e ricerca sonora. Ma siamo aperti a contaminazioni: live, cantautorato, elettronica cantata. L’importante è mantenere una linea di ricerca. Per quanto riguarda le arti visive ci siamo focalizzati su artisti emergenti, collettivi e realtà legate anche all’urban art. Ci piacerebbe concentrarci sulla cosiddetta “arte illegale”: ci interessa soprattutto ciò che è meno visibile nei circuiti tradizionali, un’arte più libera e non convenzionale. Hanno suonato da noi: Adina Oros (Romania), Cassetta magazine (collettivo Romania/ Italia), Frasla (Caserta), Bluemarina, Øsc, Elllz, Plantstep che ha portato la psytrance in città, Daniele Mizar, Nina (Tbilisi), Aurajizni (Kirgistan), Turki Stan, Mahoney ed altri ancora. Mentre come esposizioni ed estemporanee: Kazuki, Elena Andò, Inarteauco, ICS, il collettivo arte accademia nelle arti ed altri ancora.”
La prossima settimana La Balza si trasforma in Residenza d’ artista. Cosa succederà?
“Ospiteremo BVKA, urban artist romano attivo tra Roma, Bologna e Milano. Resterà a Messina per circa una settimana, lavorando in residenza all’interno della Balza e creando opere legate alla città. Le opere saranno esposte il 18 e 19 aprile all’ interno del locale, con un evento speciale durante il brunch della domenica: BVKA, infatti, customizzerà live due giacche Carhartt, rendendole pezzi unici. BVKA, inoltre, è solito utilizzare materiali di recupero per le sue opere, in particolare cornici destinate allo scarto, quindi durante la residenza andremo alla ricerca di questi materiali in città, coinvolgendo direttamente il territorio nel processo creativo.”
Realizzare un progetto come quello de La Balza a Messina è stato semplice? Come ha reagito il vicinato?
“Non è stato semplice. Le difficoltà principali sono state quelle legate agli aspetti burocratici e delle autorizzazioni: anche scelte soft, come mantenere le pareti originali trattandole con degli spray ad hoc, inizialmente hanno comportato dei problemi perché qui nessuno conosceva questo tipo di “tecnica” e di conseguenza non riusciva ad incasellarla con le normative vigenti. Per il resto il contesto che ci circonda non è ancora completamente pronto a questo tipo di spazio, soprattutto per quanto riguarda la presenza di persone che stanno in strada. Spesso riceviamo dei controlli, ma risulta sempre tutto in regola perché ci teniamo molto a rispettare le normative legate alla gestione del nostro locale. Una sola volta, recentemente, siamo stati sanzionati e paradossalmente per aver usato delle casse con un suono pulito e volumi bassi.”
Come ha reagito la città di Messina alla vostra apertura?
“Meglio del previsto. Pensavamo a una risposta lenta, invece abbiamo trovato una comunità curiosa e aperta. Abbiamo conosciuto tante persone che condividono le nostre stesse passioni che non avevamo mai incontrato in città ed abbiamo scoperto che tante di loro cercano di far diventare le proprie passioni attinenti al mondo dell’arte un qualcosa di concreto. Per il resto, nel tempo, il pubblico si è stabilizzato, ha capito che non siamo uno sterile cocktail bar, ed ha trovato la sua identità.”

Esiste una scena culturale ed artistica stimolante in città? Ci sono delle realtà con cui condividete gli intenti?
“Una scena per certi versi esiste, blanda ma esiste. Sicuramente può esistere anche in modo più consistente e concreto, ma va costruita. La verità è che a Messina per lo più si esce per bere o per mangiare, meno per ascoltare o vivere un’esperienza culturale. Ma esiste, fortunatamente, una minoranza attenta che risponde e partecipa agli stimoli o che viene incontro con varie proposte interessanti. Sono pochissime le realtà con cui ci sentiamo affini e con cui si può dialogare, come ad esempio la libreria Colapesce ed il Retronouveau. Il problema è che molti locali in città puntano solo al profitto immediato, mentre noi crediamo in un progetto culturale a lungo termine.”
Progetti per il futuro?
“Fino a fine giugno continueremo con la programmazione attuale. Durante l’estate vorremmo trasformare la Balza in un progetto itinerante, siamo in contatto con il Comune per capire come avere accesso a determinati luoghi, con l’idea di realizzare degli eventi in diverse zone della città, contribuendo alla valorizzazione di spazi poco utilizzati come ad esempio l’ex polveriere sui colli. Da settembre, con la riapertura, invece, vogliamo spingere ancora di più verso un’idea di hi-fi bar, uno spazio da vivere anche di giorno, con attenzione all’ascolto e alla qualità. Amplieremo, dunque, l’apertura giornaliera, rendendo lo spazio vivibile tutto il giorno, amplieremo la proposta gastronomica e verrà realizzata un’area esterna più strutturata. L’ intento è quello di dar vita ad uno spazio ibrido che unisca più realtà, anche culinarie, in un’unica esperienza condivisa. Del resto La Balza è un luogo in continua evoluzione. Daremo anche più spazio al cineforum focalizzandoci sulle proiezioni con VHS.”
Come va vissuta La Balza Futurista?
“Come se fosse casa propria. Non esistono dress code né barriere: è uno spazio aperto, condiviso, dove ognuno può sentirsi libero. Un luogo collettivo, con un respiro internazionale, ma profondamente radicato a Messina.”
Qual è il vostro P.S. (Post Scriptum)?
“Mare + Temporale + Mendicante = Primavera” cit.


