MESSINA. La Filt-Cgil Messina rilancia la sfida sulla continuità territoriale nello Stretto. Nonostante i tentativi di rallentare la protesta attraverso rilievi tecnici sollevati dalla Commissione di Garanzia relativamente allo sciopero di Blujet programmato precedentemente per il 10 di aprile, il sindacato riprogramma immediatamente l’azione di forza e chiama i lavoratori e l’opinione pubblica alla mobilitazione per giorno 17 aprile 2026, la settimana successiva alla precedente data.
“Non permetteremo che cavilli formali silenzino una battaglia di civiltà per i lavoratori e per il territorio,” dichiarano i segretari della Filt-Cgil Messina, Carmelo Garufi e Gianmarco Sposito. “Lo spostamento della data dal 10 al 17 aprile è un passaggio tecnico che non cambia di un millimetro la nostra determinazione. Di conseguenza la mobilitazione con presidio per la continuità territoriale è rinviata solo di una settimana”.

La Filt-Cgil, nella nota di spostamento dello sciopero, ha ricordato alla commissione di garanzia che per Blujet è sempre stato valido l’Accordo del 23 novembre 1999 (Settore TF), in quanto precisato dalla stessa autorità nel passato e perché questi lavoratori svolgono servizio di continuità territoriale. “Per senso di responsabilità abbiamo provveduto a cambiare la data dello sciopero dei lavoratori di Blujet. Ma abbiamo precisato che l’accordo applicato per l’autoregolamentazione dello sciopero è esclusivamente quello inerente al trasporto ferroviario, che se fosse stato applicato correttamente ci avrebbe permesso di svolgere regolarmente lo sciopero del 10 aprile”, sottolineano i segretari della Federazione dei lavoratori dei trasporti.
“Il 17 aprile non incroceranno le braccia solo i lavoratori, ma un’intera idea di giustizia sociale,” concludono Garufi e Sposito. “Invitiamo la cittadinanza a stare al fianco di chi, con professionalità, garantisce ogni giorno il collegamento tra le sponde. La nostra battaglia è per un servizio che rispetti il lavoro e il diritto dei messinesi a muoversi con dignità”, concludono Garufi e Sposito.

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