MESSINA. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Giuseppe, cittadino di Roccalumera che lo scorso 13 febbraio, rimasto bloccato come “un topo in trappola” in autostrada a causa di un albero caduto per le forti raffiche di vento, e con la moglie in travaglio, ha chiesto ed è stato aiutato dalla Polizia Stradale e dai Vigili del Fuoco, che gli hanno permesso di raggiungere l’ospedale «in tempi da record» e dare così alla luce il figlio. Una “storia a lieto fine” raccontata per ringraziare le forze dell’ordine e gli operatori intervenuti in questa circostanza.
Mi chiamo Giuseppe Cicala e sono un cittadino che crede nel valore e negli sforzi che quotidianamente svolgono gli uomini e le donne in divisa ed in generale coloro che ricoprono funzioni e svolgono compiti nell’interesse della collettività.
Ebbene, con la presente lettera, voglio segnalare ai rappresentati delle istituzioni in indirizzo, il lodevole servizio svolto, in primis dal personale della Polizia Stradale ed a seguire, ma non per minore importanza, ma per sola elencazione, gli uomini del comando del Vigili del Fuoco ed il personale del C.A.S. che in data 13 Febbraio 2026, con i venti di burrasca che si sono abbattuti prepotentemente nella fascia ionica, hanno compromesso già dalle h. 02.30 la viabilità con direzione Catania. Ebbene, proprio in quella notte mia moglie Carmen ha iniziato la fase preliminare del travaglio, accusando i primi dolori pre-parto; per tale motivo dalla cittadina di Roccalumera con la mia autovettura, ci siano avventurati, nostro malgrado, alla volta dell’ospedale di Catania, ove per motivi di natura personale, mia moglie è seguita da un medico ginecologo di consolidata esperienza e preparazione professionale.
Giunti all’altezza dello svincolo autostradale di Fiumefreddo (ME) la circolazione dei veicoli si interrompeva a causa di un albero abbattutosi sulla sede stradale. Mia moglie con il trascorrere del tempo accusava sempre più forti e lancinanti dolori, che preannunziavano la nascita di nostro figlio. Trovatomi come “un topo in trappola” essendo circondato da enormi Tir sia davanti che dietro la mia autovettura, ho deciso di chiedere aiuto alla Polizia Stradale, alle ore 03.26 ho chiamato il numero di emergenza 112, il cui operatore, alla successive 03.30 mi faceva contattare dalla sala operativa di Polizia stradale, il cui operatore radio, appresa la gravità ed urgenza di quanto brevemente raccontato, mi autorizzava verbalmente ad utilizzare la corsia di emergenza, fino a quando, all’altezza di Giarre, non avrei incontrato un’altra pattuglia, che nel frattempo, sarebbe stata avvisata di quanto stava accadendo.
Ebbene, dopo avere percorso per un lungo tratto la corsia di emergenza, intravedevo la seconda pattuglia, i cui operatori mi hanno da subito riconosciuto per modello e targa di autovettura, prodigandosi sin da subito ed unitamente al Vigili del Fuoco ed al personale del C.A.S., già presenti sul posto, a creare un varco preliminare sulla sede stradale, che consentisse almeno inizialmente, il passaggio della sola autovettura, in quanto l’autostrada era “sbarrata” dal fusto di un albero secolare, abbattutosi sulla carreggiata. Poco dopo grazie alla stretta cooperazione e sinergia tra Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, sala operativa e personale del consorzio, in tempi veramente da “record” siamo riusciti a divincolarci dalla morsa del traffico veicolare e sempre in sicurezza, raggiungere la clinica privata, ove mia moglie, con le cure necessarie è riuscita a dare alla luce il piccolo Mattia.
In un momento storico in cui le istituzioni, ed i suoi rappresentanti, molte volte vengono additati e ricordati per eventi “funesti”, con questa “Storia a lieto fine”, unitamente a mia moglie Carmen, all’ultimo arrivato Mattia e dalla sorellina Marta, esprimiamo un sincero e profondo ringraziamento a tutte le persone, che con ruoli e funzioni differenti, garantiscono il buon andamento della vita pubblica ed il pubblico bene.



