MESSINA. Offrire ai giovani presenti sul territorio uno spazio sicuro, accogliente e stimolante dove potersi esprimere liberamente, apprendere, sentirsi ascoltati e riconosciuti. E l’obiettivo del progetto “Parole in transito”, un’iniziativa gratuita dell’associazione Metropolis di Messina finanziata dall’Agenzia Italiana per la Gioventù nell’ambito del programma ESC30 (European Solidarity Corps – Progetti di solidarietà) per creare un percorso umano e creativo in cui la parola diventa strumento di autodeterminazione, la scrittura un mezzo per conoscersi e farsi conoscere e la relazione tra pari una leva per l’inclusione e il cambiamento sociale. Lo start ufficiale è avvenuto sabato mattina, quando i partecipanti si sono incontrati per la prima volta nella Sala Ovale di Palazzo Zanca. È ancora possibile unirsi al gruppo: basta compilare questo form (https://forms.gle/DdVjyf3PRGRTKAEj8) o contattare il coordinatore del progetto tramite Whatsapp (+39334806591) o mail (andreadenaroj@gmail.com).
L’obiettivo è quello di promuovere l’inclusione sociale e culturale attraverso un percorso basato sull’educazione non formale, l’arte e la scrittura creativa ed efficace, offrendo ai giovani gli strumenti per raccontarsi, per migliorare le proprie competenze linguistiche, comunicative e digitali e per costruire nuove relazioni significative con coetanei del territorio. Al tempo stesso, il progetto mira a valorizzare la diversità come risorsa, stimolando il dialogo interculturale.
Il percorso sarà anche una palestra di cittadinanza attiva, solidarietà e cooperazione, per favorire la creazione di nuovi legami e reti tra le realtà sociali, associative ed educative del territorio, in particolare quelle che lavorano con giovani, promuovendo una sinergia tra attori locali attorno a un obiettivo comune: rendere Messina una città più accogliente, inclusiva e attenta ai bisogni dei giovani, in particolare di quelli che spesso rimangono ai margini.
Il frutto di questo percorso sarà una raccolta di esperienze e testimonianze prodotte dai partecipanti e collezionate all’interno di una fanzine. Il progetto si fonda su una visione: ogni giovane ha una storia da raccontare, e ogni storia ha un valore che può generare empatia, comprensione e trasformazione. Con il progetto si vuole contribuire a costruire una narrazione diversa che superi gli stereotipi e dia spazio alle voci, ai talenti e alle aspirazioni, in un percorso di crescita condivisa e collettiva.
Dal punto di vista pratico, il progetto si concretizzerà in una serie di laboratori che uniranno scrittura creativa, arte, educazione linguistica, narrazione digitale e attività di gruppo. I partecipanti, attraverso metodi non formali e attività espressive, rifletteranno su temi come l’identità, il viaggio, la memoria, il futuro, l’appartenenza, l’ambiente, i diritti, la partecipazione. Fra le attività previste anche sezioni di yoga, disegno collettivo, sessioni di podcast, scambi culinari e gite fuori porta.
Il progetto, che coinvolgerà i giovani fino a dicembre, culminerà con un evento pubblico aperto alla cittadinanza e con l’assegnazione di un certificato Youthpass per i ragazzi. Richiesta anche l’assegnazione di crediti cfu per gli studenti e le studentesse di UniMe.






