MESSINA. 23 e 24 maggio. Sono le date che la Regione Siciliana ha deciso per la tornata elettorale di elezioni amministrative 2026, e che interesseranno anche Messina dopo le dimissioni presentate dal sindaco dimissionario Federico Basile, che diventeranno esecutive il 27 febbraio (esattamente 20 giorni dalla firma di queste). L’eventuale ballottaggio, invece, si terrà esattamente due settimane dopo.
Inizialmente, Messina non avrebbe dovuto partecipare a questa tornata elettorale: le elezioni amministrative in riva allo Stretto sarebbero dovute essere nel 2027, ma le dimissioni del primo cittadino (giusto in tempo per la legge) anticiperanno il rinnovo dei vertici di Palazzo Zanca di un anno.
Perché Basile si è dimesso (e si ricandida)? Ufficialmente, il motivo delle dimissioni e della ricandidatura, ha spiegato Basile, è interamente politico. «Ci devono essere le condizioni per un’agibilità politica ha. Sono stato eletto con 20 consiglieri su 32, adesso, dopo meno di quattro anni, ne abbiamo 13», ha spiegato il sindaco dimissionario, che con il Consiglio Comunale ce l’ha a causa di un “ostruzionismo” che rallenterebbe l’azione amministrative (qui come stanno davvero le cose).
E quindi, cosa succede adesso? Il 27 aprile decadranno sindaco, assessori e tutte le nomine fiduciarie legate al primo cittadino e nominate da esso, mentre il Consiglio Comunale continuerà ad operare, anche se al vertice di Palazzo Zanca ci sarà un commissario, il quinto su sei sindaci eletti. Qui cosa succederà nel dettaglio, chi se ne andrà e chi resterà in carica una volta che le dimissioni diventeranno esecutive (link all’articolo).


