MESSINA. È iniziato mercoledì 27 agosto il percorso promosso dalla Pro Loco Casali dei Peloritani, un’iniziativa pensata per valorizzare le risorse umane presenti sul territorio della periferia nord di Messina. Persone che, in modi diversi, coltivano da tempo l’interesse e la cura per il patrimonio storico-artistico, paesaggistico e immateriale della zona. Il primo di questi incontri si è tenuto a Castanea, presso il salone dell’associazione Giovanna d’Arco (Villa del presepe vivente), mentre il prossimo si terrà a Gesso il 10 settembre, locali dell’associazione ATS “Rinascita Gesso” sita in via Basiliani (accanto Museo).
A coordinare i partecipanti è Giovanni Quartarone, delegato della Pro Loco, con l’obiettivo di unire, coinvolgere e dare forma a nuove sinergie. «Dal “Convivio Casali dei Peloritani” svoltosi lo scorso 21 settembre all’Oasi Azzurra di San Saba, sono nati dialoghi e collaborazioni con associazioni e aziende, trasformatisi nel corso dell’anno in eventi e progetti concreti – si legge nella pagina della Pro Loco – Tra questi, la Festa del Vino, tenutasi a novembre tra Castanea e San Saba, ha offerto l’occasione di scoprire nuovi vini, gustare prodotti locali e vivere momenti di festa e condivisione. Un’esperienza sensoriale che ha saputo unire cultura, tradizione e innovazione. Il programma, ricco e articolato, ha coinvolto numerose realtà locali attraverso visite guidate ai vigneti, spettacoli, tavole rotonde con anziani agricoltori ed esperti, esposizioni di attrezzi agricoli e un convegno conclusivo».
Attualmente sono attivi laboratori e progetti con i due Corpi Musicali locali. Sono stati riaperti e resi fruibili alcuni percorsi naturalistici che, dalla collina, arrivano fino al mare. E in cantiere ci sono nuovi laboratori di teatro e di alfabetizzazione digitale. Prosegue, inoltre, il dialogo con tutte le espressioni culturali già radicate, come il carnevale di Salice con la rievocazione della leggenda di “Mamma Dava” (variante locale di Mamma Draga o Mamma Cucchiara, figura mitica legata alla chiesa di San Giovanni a Castanea).
«Ogni villaggio, con la sua storia millenaria, è uno scrigno di tradizioni e bellezze. Attorno alle feste patronali si raccolgono non solo le devozioni cattoliche più ortodosse, ma anche antichi riti propiziatori che la tradizione popolare ha mantenuto vivi nel tempo – continuano i promotori della Pro Loco – È un mondo nato dal legame profondo con la natura, da generazioni di agricoltori, pastori e pescatori che si rivolgevano alle forze celesti per placare tempeste o invocare la pioggia nei tempi di siccità. Dietro tutto questo c’è un patrimonio fatto di preghiere, racconti, imprecazioni, ninne nanne, tutti tramandati in lingua siciliana, che attendono solo di essere raccolti e trasmessi alle nuove generazioni. Intorno, edifici di culto, una miriade di cappelle, opere architettoniche e manufatti che rischiano di andare perduti. Anche qui, possiamo (e dobbiamo) intervenire».
«La Pro Loco, secondo i suoi compiti statutari, intende sostenere tutte le idee e iniziative che nasceranno dall’incontro del 27 agosto – spiegano – La consapevolezza del patrimonio che abbiamo ereditato è già di per sé un punto di partenza per attivare una vera opera di sensibilizzazione che coinvolga: i bambini, con incontri nelle scuole e visite ai luoghi della memoria; i giovani, in collaborazione con enti regionali e comunali, per aprire percorsi di formazione e opportunità di lavoro legate al turismo e ai beni culturali; gli adulti, affinché imparino a vedere con occhi nuovi la bellezza che li circonda; e, soprattutto, gli anziani, la nostra fonte viva di esperienza e saggezza, da ascoltare e onorare.