Per la prima volta i dottori di ricerca saranno ammessi al concorso a cattedra. A darne l’annuncio, con una nota, sono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, che hanno accettato l’incarico di assistere oltre 3.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.

Oggi è arrivato il primo accoglimento per un gruppo pilota di quasi 500 dottori di ricerca accuratamente selezionati in ragione di specifiche peculiarità della loro storia. Nei prossimi giorni ed in tempo utile per la partecipazione alle prove – fanno sapere i legali – verranno trattati anche tutti gli altri ricorsi.

“Si tratta – si legge nel testo – del primo riconoscimento in assoluto verso questa categoria di docenti ottenuta attraverso un’azione collettiva e che consentirà di partecipare alla prova concorsuale. Dal Fit, il concorso semplificato con sola prova orale per insegnare alle medie ed alle superiori, riservato agli abilitati, sono stati esclusi i Dottori di ricerca nonostante il loro titolo sia apicale nel nostro sistema di istruzione. Ma non si tratta della prima esclusione. Già nel 2016, nel concorso voluto dalla Buona scuola di Renzi e della Giannini, i dottori di ricerca avevano subito la stessa esclusione”.

“Il percorso è ancora lungo, ma queste prime decisioni posso aprire nuovi fronti: crediamo –  concludono Delia e Bonetti – che il dottorato sia un titolo apicale e  meriti di essere valorizzato. Avvertiamo il peso di questa battaglia sulla valorizzazione del titolo di dottorato come una questione sociale: questi giovani rappresentano l’eccellenza universitaria, ma, per molti di loro, sarà impossibile fare carriera in campo accademico in un sistema così bloccato e con i  budget degli Atenei ridotti all’osso. Difendiamo anche molti docenti abilitati per la seconda fascia (professori associati) con l’Asn da anni in attesa di chiamata e che, stante tale perdurante blocco, possono almeno investire il loro sapere sui discenti delle scuole”.

 

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