MESSINA. Alberi crollati a decine, vie interrotte, circolazione in tilt, strade allagate, trasporti nello Stretto fermi, due persone all’ospedale: è stata una giornata molto complicata quella di martedi 12 novembre per Messina, messa in ginocchio dal maltempo, ma soprattutto dal vento impetuoso che ha imperversato senza tregua per tutta la giornata. Ma a quanto ha soffiato esattamente il famigerato “Ostro”?

Non così forte come potrebbe sembrare alla conta dei danni. Anzi. Secondo i rilevamenti del Sias, il servizio informativo agrometeorologico della regione Siciliana (che a Messina ha le centraline a Curcuraci, a 420 metri sul livello del mare), la punta massima raggiunta dal vento che spira da sud è stata di poco meno di 60 kmh ( 16 metri al secondo, corrispondenti a 57, 6 km orari), con una media di trenta kmh circa. Nella scala di Beaufort, che classifica i venti in base alla velocità, quello di Messina è “vento forte”, a un passo dalla “burrasca moderata”, che scatta dai 62 kmh in poi. Alcune centraline private, (probabilmente a causa di tarature differenti) hanno registrato valori superiori, ma comunque intorno ai 70 kmh.

Molto lontano dalle “catastrofi” immaginate, e soprattutto dall’eccezionalità dell’evento, che al contrario è piuttosto comune nello Stretto a quelle velocità. Quella che è stata devastante, invece, è stata la costanza con cui il vento ha soffiato, tenendo picchi di quasi 50 kmh costantemente per una trentina di ore, dalle 12 di lunedi alle 18 circa di martedi, andando poi a calare durante la nottata. Tra l’altro, il vento in città aumenta di intensità per effetto canyon e per i vortici che si formano negli incroci e nelle piazze.

Il fatto che la costanza delle raffiche abbia fatto sopravvalutare l’effettiva forza del vento, facendolo apparire come molto più potente di quanto in effetti non sia stato, è testimoniata dal fatto che ieri mercoledi 13, giornata di calma apparente, in realtà si sia registrata intorno alle 16, una raffica a 15 metri al secondo, 54 kmh, praticamente coincidente con la punta massima del “terribile” martedi. Il fatto che sia stata una raffica episodica (e infatti nella giornata la media è stata di 18 kmh), non l’ha fatta percepire come particolarmente importante. Lo stesso è accaduto domenica 10: intorno alle 14 c’è stata una breve raffica praticamente coincidente con il picco di martedi.

Molto diversa invece la situazione in provincia. A Novara di Sicilia, le centraline hanno rilevato un vero e proprio uragano (tale è considerato in base alla scala di Beaufort), con ben 188 kmh, record di rilevazione in Sicilia. Anche a San Pier Niceto il vento ha soffiato ad oltre 140 kmh.

 

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