Di Andrea Denaro e Claudia Mangano

MESSINA. La percentuale di occupazione maschile scende quasi dappertutto, ma le donne che incominciano a lavorare aumentano, anche a Messina. E strano ma vero, aumenta anche la percentuale di quelle che restano disoccupate. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sull’occupazione dai 20 ai 64 anni, che nella città dello Stretto raffronta il crollo (-10,8%) di uomini lavoratori dal 2008 al 2018 (dal 65,8% si passa al 55%) con il seppur piccolo incremento (+0,4%) delle donne occupate in ambito lavorativo dopo il decennio.

Nel 2018, il totale delle donne messinesi che hanno avuto un lavoro è del 34,9%.

Un dato, quello sulle donne, che non solo non influisce sulla crisi occupazionale che investe Messina, visto che il valore è tutto sommato costante, ma che risulta, in quanto positivo, in linea alla maggior parte delle città italiane, anche se la media nazionale sull’incremento dell’occupazione femminile si aggira su valori più alti: +2,5% (dal 50,6% del 2008 al 53,1% del 2018). Infatti, nonostante questo piccolo incremento, Messina dopo dieci anni passa da essere l’89esima città d’Italia per tasso di occupazione femminile ad essere la 92esima, su 107. La prima è Bolzano con il 73%.

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In Sicilia la città con la percentuale più alta di incremento del tasso di occupazione femminile è Siracusa, che passa dal 29,9% al 34,6%. Ma nonostante questo, nel decennio che va dal 2008 al 2018 la media regionale è diminuita, anche se di poco: dal 31,9% al 31,5%. Questo perché ci sono province che sono scese di ben 3 punti, come Caltanissetta. La provincia siciliana con la percentuale di donne occupate più alta, invece, è Ragusa, con il 40,3% (-0,8% rispetto al 2018). Seguono Messina, che è seconda, Palermo con il 31,1% (32,3% nel 2008) e Catania con il 31,3% (31,2% nel 2008).

 

Più alti restano sempre i valori dell’occupazione maschile, che però sono diminuiti negli anni, anche se la città dello Stretto è sopra la media nazionale, che nel 2018 è diminuita del 2,4% rispetto al 2008, arrivando a 72,95%, mentre quella regionale dell’8,4% (57% nel 2018). In Sicilia il maggiore calo di percentuale sull’occupazione maschile si ha avuto a Trapani (-14,7%), mentre il minore a Siracusa (-1,1%).

Sull’altra faccia della medaglia, nonostante l’occupazione delle donne sia aumentata, maggiore è anche il tasso di disoccupazione femminile, classifica in cui Messina risulta essere l’11esima provincia italiana con una percentuale del 46,7% (peggio del 2008, quando il tasso era al 41,8%), valore ovviamente più alto rispetto a quello che interessa gli uomini, in aumento anche questo (20,3%nel 2008 e 35,8% nel 2018). Ma la città italiana con la percentuale di mancata partecipazione delle donne al lavoro più alta è Crotone con il 56,7%, ovviamente molto sopra la media nazionale: 23,6%, aumentata del 2% dal 2008 (come anche quella maschile che dall’11% è arrivata al 16,6%).

Anche in Sicilia la media regionale del tasso di disoccupazione femminile è aumentata, esattamente del 3%, portando la percentuale al 49%, con Agrigento, Trapani e Caltanissetta in cima alla classifica (55,6%, 54,4% e 53,5%) e Ragusa in ultima posizione (38,8%). Pure qui la disoccupazione maschile resta più bassa rispetto a quella femminile, con una media regionale che si è comunque alzata dell’11% in dieci anni (34,7%).

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