MESSINA. Un cordolo spartitraffico in via Adolfo Celi tra la rotatoria di Tremestieri e l’intersezione con la salita per Larderia costerà al Comune di Messina 250 mila euro. I buoni pasto – su cui Cateno De Luca aveva annunciato di voler dare un colpo di scure  – costeranno, durante i prossimi due anni, oltre un milione e 200mila euro. Per le pulizie degli uffici – anche queste da subito finite nel mirino del primo cittadino, inizialmente disposto a voler ridurre tutti i costi di Palazzo Zanca e poi ritornato a più miti consigli – l’investimento sarà pari a un milione e centomila euro.

Questo emerge dal programma biennale degli acquisti per beni e servizi che Palazzo Zanca sosterrà nel biennio 2019-2020. Una serie di spese indirizzate a diversi settori, dall’informatica, alla pubblica illuminazione, ma anche agli animali che il comune deve rendere pubblico in quanto si tratta di investimenti superiori a 40 mila euro. Tra spese, più o meno prioritarie, che ammonteranno a 70.478.203 euro per il primo anno e a 60.587.799 euro per il secondo,rientrano anche le verifiche sismiche agli edifici scolastici e  la ristrutturazione, in particolare, di alcuni plessi che necessitano di interventi immediati.

Colpisce subito all’occhio, fra le spese più elevate, certamente la “gestione diretta della riscossione delle somme che con funzione disincentivante devono essere corrisposte al comune”, cioè il ticket Ecopass. La curiosità è che a fronte di un incasso annuo di due milioni di euro come sostenuto a più riprese dal sindaco Cateno De Luca e dal consigliere del PD Libero Gioveni – l’incasso del primo anno sarà sostanzialmente vanificato da una spesa di 1.585.000 euro, per gestire direttamente l’incasso) che si ridurrà, però, drasticamente nel corso del 2020, quando il sistema di gestione costerà 430.000 euro (e 860.000 euro come previsione per gli anni successivi).

A beneficiare di una buona porzione di investimento sarà il corpo della Polizia Municipale. Come ha a più riprese affermato il sindaco Cateno De Luca, secondo cui “il grado di autorità di un Comune si giudica anche dalla sua polizia”, in arrivo nuove divise per i vigili per il cui acquisto il Comune ha stanziato ben 200 mila euro. A questi si aggiungono anche 50 mila euro per nuovi apparecchi radio ricetrasmittenti e ben 180 mila euro per il noleggio a lungo termine di nuove auto. In arrivo anche nuove automobili di servizio per l’Amministrazione comunale, disposta a investire per i mezzi 200 mila euro.

In conto spese vanno 1.280.000 euro per quanto riguarda le verifiche sismiche di tutte le scuole per cui sono stati stanziati, dal 2022 in poi, ulteriori 520 mila euro. Un programma di adeguamento ad hoc per alcuni istituti maggiormente a rischio. Alla Beata Eustochia andranno 400 mila euro; alla Albino Luciani 270 mila euro e, infine, 35 mila euro alla scuola di Cumia Superiore. Un programma di manutenzione straordinaria anche per Casa Serena, a più riprese ristrutturata e messa a norma, ma che ha, evidentemente, bisogno di altri 220 mila euro che saranno investiti nel corso di questo anno per completare la ristrutturazione dell’edificio.

Buone notizie anche per l’Acquario comunale su cui saranno spesi 210 mila euro nel biennio in esame e altri 105 mila per gli anni futuri. La prevenzione del territorio dal randagismo, dunque tutte le misure di cattura, custodia e sterilizzazione che il Comune è obbligato a prendere in gestione, costeranno 1.600.000 euro. E sarà, invece, realizzato un canile sanitario, complessivo di oasi felina cimitero per gli animali d’affezione al costo di 500 mila euro. Stessa cifra stanziata, inoltre, anche per la derattizzazione e la disinfestazione del territorio comunale.

Nelle spese previste è stato considerata anche la necessità di rimodernare gli impianti di pubblica illuminazione. Per questa operazione saranno spesi 900 mila euro fra quest’anno e il prossimo1.600.000 per le annualità successive. Le lanterne semaforiche rientrano nel conto spese e costeranno soltanto nel 2019 circa 260 mila euro. Il piano di rimozione dell’amianto e dei rifiuti speciali, per cui la scorsa Amministrazione ha anche realizzato una nuova mappatura, saranno investiti 600 mila euro.

A integrare i fondi del Pon Metro un investimento da 600 mila euro per i bus elettrici, mentre sarà interamente finanziato dal comune il bike sharing per cui saranno investiti 327.264 mila euro. Collegata all’iniziativa anche quella di bike to work e di bike challenge per cui Palazzo Zanca ha stanziato 162.260 mila euro. E a completare il quadro di una Messina ecosostenibile altri 186.219 mila euro destinati all’incentivo del TPL.

Sul podio delle spese per i servizi, 44.550.795 euro costerà al Comune il servizio di raccolta dei rifiuti (suddivisa nel lotto 1 che ammonta a 10.263.185 euro e nel lotto 2 che è pari a 34.287.609 euro). Una cifra uguale sia nel 2019 che nel 2020 (per un totale, quindi, di quasi 90 milioni di euro). Terzo posto per il costo dell’energia elettrica destinata agli impianti di pubblica illuminazione, che nel corso del biennio ammonterà a 7.700.000 euro. E, infine, è grazie ai 3.600.000 euro che De Luca, in continuità rispetto a quanto già avviato dalla scorsa amministrazione, porterà avanti il servizio di realizzazione di sensori e tecnologie per migliorare i servizi della smart city.

Nel grafico, gli investimenti più elevati che sosterrà il Comune.

 

 

 

 

 

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