MESSINA. Mentre i dipendenti dell’ex provincia regionale continuano e presidiare il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, a prendere posizione sulla controversa questione della Città metropolitana è Domenico Siracusano di Articolo Uno, che in una nota contesta la decisione presa da Cateno De Luca di mettere in ferie forzate 700 lavoratori.

«Siamo alle solite: il Sindaco di Messina, questa volta nelle vesti di Sindaco Metropolitano, sbaglia tempi, modi e atteggiamenti – si legge nel testo – La vicenda della crisi strutturale delle ex province siciliane non è nuova. È figlia del fallimento della politica siciliana che, di fronte alla discutibile riforma degli enti di area vasta, portata avanti dall’ex Ministro Delrio, non ha saputo né trasferire la legge nazionale all’interno della normativa regionale né immaginare una via di uscita in chiave autonomistica rispetto all’ importante presidio di programmazione e gestione del territorio. Di fronte al vuoto normativo, i liberi consorzi e le città metropolitane subiscono un prelievo forzoso dallo Stato che ne intacca i bilanci e ne mette a rischio la tenuta finanziaria». 

«Il Sindaco De Luca – scrive Siracusano – dopo mesi di colpevole silenzio riscopre la questione e la affronta con il suo ormai caratteristico stile di governo: urlando e minacciando a destra e a manca. Di fronte ad una questione complessa che riguarda, non soltanto il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori, ma soprattutto i servizi erogati dall’ente in un territorio ampio e complesso, primi fra tutti manutenzione delle scuole e gestione delle strade provinciali, De Luca, a suo dire per sollevare l’evidenza del problema, chiude gli uffici della Città Metropolitana di Messina garantendo i “servizi essenziali”.  Si tratta di un atto gravissimo, più che discutibile dal punto di vista istituzionale, che crea un pericoloso precedente per il quale un amministratore pubblico di fronte ad un problema può arrivare a chiudere un ente pubblico. Di mantenimento di “servizi essenziali” si parla in caso di calamità naturale, non certo nella gestione di una vertenza territoriale che dovrebbe invece procedere attraverso la coesione e la condivisione tra i soggetti coinvolti, in primis sindacato e lavoratori. Siamo certi – prosegue – che l’Assessorato Regionale Enti Locali e la Prefettura sapranno intervenire per interrompere questa ennesima sceneggiata che rappresenta un pessimo segnale rispetto alla tenuta delle istituzioni democratiche, che non appartengono a chi le governa pro tempore ma sono di tutti i cittadini. De Luca agisce ancora una volta come “uomo solo al comando” senza alcun rispetto per le lavoratrici ed i lavoratori che in questi anni, per aiutare la sopravvivenza dell’ente, hanno rinunciato al salario accessorio».

«Si è aperto un tavolo tra le diverse forze politiche per sbloccare i bilanci 2018 delle ex Provincia anche attraverso un intervento ministeriale. De Luca – conclude il coordinatore provinciale – si metta a lavorare insieme agli altri invece di cercare l’ennesimo palcoscenico. Per quanto ci riguarda abbiamo attivato le nostre rappresentanza parlamentari all’Ars (Claudio Fava) e alla Camera dei Deputati (Guglielmo Epifani) affinché si intervenga rapidamente a sbloccare lo stallo attuale e al contempo si lavori per una soluzione definitiva che elimini il prelievo forzoso e riorganizzi competenze e risorse per Province e Città Metropolitane».

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