MESSINA. Una card per la spesa, la sospensione del pagamento degli affitti per gli inquilini di proprietà del Comune, la sospensione (ma si punta all’esenzione) dei tributi comunali, e persino una garanzia da parte del comune di Messina ai privati che affittano i locali agli imprenditori, perché in periodo di emergenza non chiedano il canone di locazione, che sarà in futuro garantito da Palazzo Zanca.

Sono i provvedimenti che l’amministrazione di Cateno De Luca ha intenzione di varare, e che sono già stati messi in campo da parecchi colleghi sindaci (vedi Salvo Pogliese a Catania). La delibera di giunta non è ancora pronta, ma il sindaco ritiene di poterla pubblicare lunedì.

“Non distribuiremo soldi (come ha invece fatto l’amministrazione catanese), ma disporremo di quindici o venti milioni di euro, e creeremo una card per l’acquisto di beni di prima necessità”, ha illustrato De Luca.

Anche sul fronte degli affitti è pronto un provvedimento di sospensione degli affitti, sempre contenuto nella delibera di giunta. “Dal mese di marzo non solo bisogna sospendere, ma dobbiamo creare le condizioni perchè non venga richiesto il pagamento”. Circa duemila inquilini delle case di proprietà del comune di Messina, secondo i suoi calcoli, saranno esentati dal pagamento dei canoni, “ma la stessa cosa la daremo come indirizzo per tutti i servizi municipali”. Quindi tributi di acqua e spazzatura: intanto non si paga, in seguito, con una rimodulazione di cassa, si punta all’esenzione per tutto il periodo di emergenza.

De Luca poi spende due parole anche per gli imprenditori, che pur avendo da settimane le attività chiuse, hanno affitti da pagare: “dico ai proprietari che in questo momento non si porranno il problema di pretendere la riscossione, vediamo di studiare una soluzione per cui il Comune vi verrà incontro”. De Luca ipotizza una garanzia comunale per il pagamento delle locazioni.

Per ultimo, De Luca ipotizza un “contributo di solidarietà”: “Ai 1.500 impiegati comunali dico questo: buona parte di voi è a casa e percepite lo stipendio, passatevi la mano sulla coscienza. Stiamo valutando se esistono le condizioni per inserire un contributo di solidarietà da parte degli inquilini del Palazzo, partendo dal Sindaco, dalla Giunta, dai Consiglieri comunali e da tutti gli impiegati. Se per il mese di Marzo e di Aprile rinunciamo a una parte degli emolumenti e li mettiamo a disposizione delle famiglie più bisognose è cosa buona e giusta”.

Sulla questione erano intervenuti ieri i consiglieri comunali del M5s, che dopo gli appelli di Paolo Mangano e Andrea Argento hanno chiesto di convocare una seduta urgente del consiglio per prevedere apposite agevolazioni e sgravi per i cittadini, mentre la consigliera Cristina Cannistrà ha chiesto l’istituzione di una Centrale Unica di erogazione di aiuti alimentari per le famiglie in difficoltà, con la creazione di una regia pubblica e strutturata che metta in rete le Istituzioni con le varie realtà operanti sul territorio

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Andrea
Andrea
28 Marzo 2020 14:03

Sta cosa del contributo di solidarietà dei dipendenti comunali mi sembra una forzatura, chi vuole fare beneficenza la faccia ma senza esserne costretto.
Che poi, mettersi la mano sulla coscienza cosa vuol dire? Che, se non accettano di decurtarsi lo stipendio, verranno messi alla gogna mediatica dall’amministrazione?

Andrea
Andrea
28 Marzo 2020 14:04
Reply to  Andrea

Poi, non far pagare gli affitti agli inquilini delle abitazioni comunali, senza distinzione di reddito, di ISEE, mi sembra un’altra affermazione di puro populismo…ah, sono tutti voti!

Messy
Messy
28 Marzo 2020 20:10

Merito del premier conte.

Messy
Messy
28 Marzo 2020 20:11

Attenzione.. Merito del premier conte!