Niko Pandetta in concerto, ancora polemiche “neomelodiche” a Messina

Fa discutere l'esibizione in città del giovane cantante catanese, le cui canzoni fanno riferimento a mafia e 41 bis. E un consigliere comunale chiede di conoscere l'atto di concessione della palestra in cui si esibirà (gratuitamente)

 

MESSINA. Messina si conferma piazza di riferimento per i neomelodici (catanesi specialmente, qui una rassegna), la cui offerta non pare conoscere mai crisi. Dopo Gianni Celeste, il cui concerto è stato annullato e spostato ad Aci Catena, tocca a Niko Pandetta, e  di nuovo parte la polemica in città per un’esibizione. A salire alla ribalta delle cronache, questa volta, è il giovane catanese Vincenzo Pandetta,  cantante con milioni di visualizzazioni su You Tube, che si esibirà a Messina il prossimo 7 marzo, nella palestra di Montepiselli, affidata in concessione ad una associazione sportiva. L’ingresso al suo concerto, spiega la locandina, sarà gratuito.

Se nel caso di Gianni Celeste le polemiche erano sorte in particolare per la vendita di panini e bibite, a destare perplessità, questa volta, sono i testi ed il curriculum del giovane Niko, nipote del boss della mafia Turi Cappello, in carcere con il 41 bis, a cui il giovane ha dedicato anche una sua hit, con un testo piuttosto esplicito (video di seguito), che sarà eseguita in un plesso comunale.

 

 

Non solo. Giusto qualche mese fa, a dicembre il cantante aveva fatto parlare di sé per una dedica a tutti quelli che stanno al 41 bis, “con la speranza che tornino in libertà dalle loro famiglie”.

Anche per questo, a chiedere lumi sul concerto di Pandetta è stato di recente il consigliere comunale Nino Interdonato (Dr), che si è rivolto al dirigente Salvatore De Francesco chiedendo copia del provvedimento della concessione della palestra.

Di seguito un servizio del Tg2 con un’intervista al cantante, che racconta il suo percorso artistico (e i suoi passati problemi con la legge, fra spaccio, rapine e furti):

 

 

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