Via ai “Costruttori di Pace”, la lettera di Pippo Fusco al sindaco: «Immediata destituzione di Principato»

Il consigliere del M5s replica al componente del Cda dell'Ente Teatro: «Parole irriguardose nei confronti di chi si batte e ha dato la sua vita come cultore della non violenza. La “diversità” accorintiana non deve considerala come una minaccia, ma come fonte di arricchimento»

 

MESSINA. Si continua a discutere dell’intitolazione della via antistante Palazzo Zanca ai “Costruttori di Pace, di Giustizia e di non violenza”. A prendere posizione sull’argomento era stato Nino Principato, che aveva criticato aspramente la scelta del consiglio comunale. La risposta non si era fatta attendere, con la presa di posizione “bipartisan” da parte di 10 consiglieri, che ne avevano chiesto la rimozione dal Cda dell’Ente Teatro. A stretto giro di posta l’ulteriore replica di Principato, al quale risponde adesso il consigliere del M5s Pippo Fusco, che si rivolge direttamente al sindaco Cateno De Luca, rivendicando la decisione dell’Aula e chiedendo nuovamente la destituzione di Principato dall’incarico.

Di seguito il contenuto integrale della lettera:

Carissimo Sig. Sindaco
Ho letto con grande rammarico e solamente sulla stampa la lettera dall’Arch. Principato, il quale persistendo nelle Sue valutazioni spregevoli nei confronti miei e nei confronti dell’Organo di cui mi pregio fare parte, apostrofa Messina e i suoi rappresentanti al Consiglio come “il Nulla”, e ciò, mi impone, per cultura, valori ed idee politiche di prendere una posizione personale netta e distante da tali espressioni.

Stante l’elevatezza tecnica di cui è in possesso l’Arch. Principato, vorrei ricordare al medesimo che la delibera del Consiglio Comunale n. 13 del 15/1/2020 ha fatto proprie le motivazioni di cui alla delibera di Giunta n. 248 dell’8 maggio 2018, la quale è stata vagliata con parere favorevole dalla Commissione Comunale di Toponomastica ed anche del parere del dirigente competente dell’epoca e quello della Deputazione di Storia Patria.
E anche vero che in data 1 marzo 2019 la predetta delibera è stata revocata, con mio sommo dispiacere, dall’attuale Giunta con delibere 168/2019 ma voglio palesarle che con la medesima delibera la giunta non si è attenuta, in base al principio del “contrarius actus”, alle stesse forme e procedure seguite nell’adottare l’atto da annullare o da revocare. In particolare non ci si è attenuti al parere obbligatorio della Commissione Comunale per la Toponomastica in considerazioni della necessità urgenti palesate dall’Assessore al ramo condivise, mi spiace dirlo, da una interpretazione della Dott.ssa Carruba, la quale ha legittimato con il suo “parere” il concetto che le revoche delle delibere di giunta possono essere adottate, come nel caso di specie, seguendo una diversa procedura che non tenga in alcun conto il parere della Commissione Toponomastica.
Mi spiace che la Giunta all’unanimità abbia approvato tale atto che non onora quelli che sono i valori di pace, giustizia e non violenza di questo Città.

Voglio ribadire con forza , al Sig. Sindaco e all’Arch. Principato, che la delibera del Consiglio Comunale n. 13 del 15/1/2019 segna l’inizio di una particolare ed eccezionale azione intrapresa da questa Città con delibera n. 596 del 13/12/2019 adottata in occasione del 30° anniversario, della caduta del Muro di Berlino (1989-2019) e che ha l’obiettivo di promuovere nel nostro territorio la coesione sociale, di rafforzare il rispetto dei diritti umani fondamentali, la sicurezza e il benessere di tutti i nostri cittadini, di promuovere la diffusione della cultura del rispetto dell’incontro, del dialogo, della condivisione e della solidarietà, della pace e dei diritti umani.
Con tale delibera il Consiglio Comunale ha aderito al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani che dal 1986 promuove l’impegno fattivo dei Comuni, delle province e delle Regioni per la pace, i diritti umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale secondo le modalità previste dallo Statuto dell’organizzazione a cui , mi auguro, che il Sindaco si sia attenuto.

Arch . Principato, cosa c’è di più eccezionale che lavorare per la la costruzione di una cultura e politica di pace, di educazione, di informazione, di solidarietà e cooperazione che tendano a fare del territorio comunale una comunità impegnata per la pace?
Su tali considerazioni e per rendere conseguenziale l’azione già messa in atto nel mese di novembre 2019, il Consiglio comunale, in rappresentanza della Città di Messina, ha deciso, nell’ambito dei suoi poteri, di dedicare una strada ai costruttori di pace, di giustizia e di non violenza e Vorrei che nessuno, neanche l’Arch. Principato, possa illudersi di essere un misero ostacolo ai costruttori di pace, di giustizia e di non violenza nella propria città.

Il Consiglio Comunale di Messina è e deve esserlo un costruttore di pace ed in tale funzione deve farsi promotore della lotta alla violenza (che è anche abbandono, solitudine,..), alle povertà, alla corruzione e alle mafie; deve investire sui giovani, sul loro protagonismo e sulla loro educazione alla cittadinanza democratica, alla giustizia, alla pace e ai diritti umani; deve attuare l’agenda politica locale dei diritti umani promuovendo il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte fondamentali con appositi meccanismi di democrazia partecipativa; deve costruire una città inclusiva; deve riscoprire e promuovere il valore della fraternità, della solidarietà e del volontariato civico; deve sostenere la “diplomazia delle città” contro la guerra e la miseria, per la pace e i diritti umani;
Il Consiglio Comunale, anche con l’intitolazione della via ai Costruttori della Pace vuole testimoniare un fatto che sfugge all’Arch. Principato, ovverossia quello di diffondere la cultura del dialogo fra le persone e fra i popoli e quindi della loro integrazione nel tessuto sociale in cui viviamo. Arc. Principato la “diversità” accorintiana non deve considerala come una minaccia, ma come fonte di arricchimento.

La definizione di uomo non sta nel dove egli vive, ma in quello che è. (Giorgio La Pira)
Messina è Città costruttrice di pace, giustizia e di non violenza.

Pertanto reputando oltremodo offensive le parole usate in riguardo a chi rappresenta la Citta di Messina e sopra ogni cosa irriguardose nei confronti di chi si batte e ha dato la sua vita come costruttore di pace, come operatore della Giustizia come cultore della non violenza, chiedo l’immediata destituzione di tale persona da ogni incarico affidato, per conto del Comune, in considerazione del fatto che con le sue parole ha preso le distanze dalla volontà di una comunità, legittimamente espressa, dichiarandola “il nulla”.
Certo che vorrà condividere le mie considerazioni resto in attesa di un Suo autorevole intervento porgendo cordiali saluti

Il Consigliere Comunale
Giuseppe Fusco

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Piero
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Piero

avesse dedicato il suo tempo a serie problematiche , forse messina sarebbe una città civile e conseguentemente foriera di pace , giustizia etc etc

emmeaics
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emmeaics

mi sembra cosa buona e giusta, le prese di posizione di Principato sono inaccettabili, costui non può più rappresentare la Città nel cda del Teatro, il sindaco invece di perdere tempo a fare dirette su facebook si dia da fare per revocarne immediatamente la nomina.