Ente teatro, dieci consiglieri chiedono la rimozione di Nino Principato dal cda

La presa di posizione "bipartisan" dopo le ultime affermazioni del consigliere di amministrazione del Vittorio Emanuele, che ha criticato aspramente l'Aula per la scelta di intitolare una via cittadina ai “Costruttori di Pace, di Giustizia e di non violenza”

 

MESSINA. Dieci consiglieri comunali “bipartisan”, in una nota urgente inviata al presidente Claudio Cardile e per conoscenza al sindaco Cateno De Luca, chiedono la rimozione di Nino Principato dal ruolo di consigliere del Cda dell’Ente Teatro dopo le ultime affermazioni dell’architetto sulle scelte assunte dal Consiglio Comunale e nello specifico sull’intitolazione della via davanti a Palazzo Zanca ai “Costruttori di Pace, di Giustizia e di non violenza”.

«Con la presente – scrivono -mettiamo a Sua conoscenza la circostanza che nella giornata di ieri l’altro il Consiglio Comunale ha approvato ad ampia maggioranza una mozione rivolta all’Amministrazione che la impegna a intitolare ai “Costruttori di Pace, di Giustizia e di non violenza” una via cittadina, in ipotesi quella via antistante Palazzo Zanca. Orbene, a seguito di tale deliberazione il componente del C.d.A. dell’Ente Teatro “Vittorio Emanuele” Arch. Nino Principato, ha esternato sul proprio profilo Facebook personale commentando il voto d’aula con queste parole: “Ancora una volta il nulla ha trionfato! La via davanti al Municipio (speriamo di no) dovrebbe essere intitolata ai ‘Costruttori di pace, di giustizia e non violenza!”. Fatta la sopra citata premessa, sottoponiamo alla Sua attenzione le seguenti valutazioni:

1) Il componente del C.d.A., pure nella sua sfera privata, può attaccare con tale veemenza e qualificando con parole come “il nulla ha trionfato!” l’organo di indirizzo politico del Comune di Messina, per il quale peraltro Principato è delegato a comporre il medesimo C.d.A.?

2) Pur nel rispetto delle differenti idee, è opportuno che il componente di parte comunale del C.d.A. si lanci in valutazioni e censure – che peraltro fanno seguito a numerose altre simili nel recentissimo passato – sulla libera e autonoma determinazione politica dell’organo che rappresenta la Città?

Alla luce delle sopra esposte valutazioni – concludono – si chiede alla S.S. di difendere l’onorabilità del Civico Consesso e della sua autonomia politica, messa al pubblico ludibrio dal componente del C.d.A. Principato, provvedendo tempestivamente ad agire sul citato componente al fine di invitarlo al rispetto istituzionale nei confronti dell’Organo consiliare e, nel contempo, di richiedere al Signor Sindaco, che legge per conoscenza la presente, di attivare la procedura di sostituzione per sempre più evidente mancanza di leale collaborazione e di rispetto istituzionale nei confronti dell’Ente comunale che pure lo ha indicato».

A sottoscrivere il documento: Alessandro Russo (primo firmatario), Gaetano Gennaro, Massimo Rizzo, Andrea Argento, Alessandro De Leo, Cristina Cannistrà, Paolo Mangano, Giuseppe Fusco, Salvatore Sorbello, Benedetto Vaccarino.

Di seguito il post di Principato che ha suscitato le ire dei consiglieri:

«Il Consiglio Comunale ha approvato l’intitolazione di una via che passa davanti al Municipio ai “Costruttori di pace, di giustizia e nonviolenza”: non si sa se ridere o se piangere, magari tutti e due. Anche perchè quel tratto di strada il toponimo ce l’ha, ed è “via Argentieri”, quale completamento e proseguimento del tratto a nord e di quello a sud (ma questo, evidentemente, I signori consiglieri lo sconoscono). Una mozione d’indirizzo allora promossa dall’ideologo tibetano Accorinti che, grazie al solito consigliere Salvatore Sorbello che ha convinto l’Aula a votare contro la mozione del consigliere Nino Interdonato che proponeva di rimandare la trattazione della delibera di intitolazione in attesa della decisione della Prefettura, andata in votazione è passata con i 13 voti favorevoli di Salvatore Sorbello (Ora Sicilia), Benedetto Vaccarino (Forza Italia), Dino Bramanti (Lega), Francesco Pagano (Ora Messina), Paolo Mangano, Cristina Cannistrà, Andrea Argento, Giuseppe Fusco (tutti Cinque Stelle), Gaetano Gennaro (Pd), Alessandro De Leo (Misto), Alessandro Russo e Massimo Rizzo (Libera Me). 5 gli astenuti: Nino Interdonato (Sicilia Futura), Nicoletta D’Angelo (Misto), Dario Zante (Forza Italia). Giandomenico La Fauci (Ora Messina), un contrario (Salvatore Serra del Misto). E così rischieremo di avere un’inutile intestazione di via di una banalità da paesotto di Provincia, una targa di marmo che si aggiungerà alle tante sconclusionate che ci sono in Italia sulla falsariga di un luogo comune parolaio e basta. Perché la pace si costruisce con i fatti e non ha bisogno di proclami teorici; perché la giustizia (divenuta ormai una rarità di questi tempi) si costruisce con i fatti e non ha bisogno di proclami teorici; perché la nonviolenza (divenuta ormai frequentissima, la violenza, grazie ai premi e alle pene irrisorie che vengono inflitte a criminali assassini e non solo) si costruisce con i fatti e non ha bisogno di proclami teorici. Eppure, fra i mille toponimi che potevano essere proposti per la via (ammesso che si voglia cambiare l’originario toponimo ad ogni costo) ce n’è uno che avrebbe finalmente reso giustizia ad un grande personaggio e alla sua città: Elpide. Nota anche come Elphe o Elpis (Messina, V secolo d.C. – Roma, 504), fu una poetessa messinese prima moglie di Severino Boezio. Elpide è passata alla storia per la grande cultura profusa nelle sue poesie e per gli inni sacri in latino da lei composti fra i quali quelli in onore degli apostoli Pietro e Paolo, ancora oggi utilizzati dalla Chiesa cattolica in particolari celebrazioni che prevedono l’uso del latino (il “Felix per omnes festum mundi cardines” e l'”Aurea Lux et decore roseo”). Altro inno è “Roma nobilis”. Nell’aula dell’antico Palazzo del Senato messinese si conservò, fino al 1678, l’immagine di questa illustre messinese scolpita in tavola di marmo a Palermo, oggi esposta al Museo Regionale. Fu sepolta in Pavia insieme al marito nella Chiesa di S.Pietro in ciel d’oro dove ivi si trova un epitaffio latino che si vuole scritto da lei stessa. In quella stessa chiesa si trovano anche le spoglie del famoso filosofo e teologo S. Agostino. In conclusione, alla messinese Elpide Palermo e perfino Roma le hanno intitolato vie importanti. E Messina? Qui, nella sua città natale, niente. Però, volete mettere una via ben più importante intestata ai “Costruttori di pace, di giustizia e nonviolenza”, grazie a quei consiglieri comunali che hanno votato favorevolmente la mozione?».

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RobertammGiancarlo Rizzo Recent comment authors
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Giancarlo Rizzo
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Giancarlo Rizzo

Non vorrei mai abitare, quindi scrivere come indirizzo, in una via dal nome “Costruttori di pace, di giustizia e non violenza!”

mm
Editor

Non si preoccupi, a meno che non acquisti Palazzo Zanca il problema non dovrebbe porselo (è la breve via che passa davanti al Comune)

Roberta
Ospite
Roberta

Ancora un’altra inutile esternazione…