Andranno in cinque paesi europei i migranti sbarcati a Messina una settimana fa

Parte l'accordo di Malta, che prevede la ricollocazione dei migranti, ma l'operatività è andata oltre il protocollo. Quanti sono i paesi che hanno aderito (molti più di quelli che hanno firmato), dove andranno i 213 arrivati il 24 novembre, e chi invece resterà in città

 

MESSINA. I 213 migranti sbarcati una settimana fa a Messina dalla nave Ocean Viking, dopo essere stati tratti in salvo su barconi al largo delle coste della Libia, lasceranno presto la città, diretti in Germania, Francia, Irlanda, Spagna e Portogallo: esclusi minori e donne incinte, che resteranno a Messina, l’82 per cento di chi è già stato registrato andrà via.

Una “rivoluzione” che conferma l’accordo di Malta sulla redistribuzione dei migranti, e supera il trattato di Dublino (secondo cui i migranti avrebbero dovuto essere ospitati nel paese di sbarco), andando addirittura oltre quanto stabilito nel protocollo sottoscritto a La Valletta a settembre da Germania, Italia, Finlandia e Malta.

La redistribuzione, infatti, non riguarda solo i richiedenti asilo, ma anche i migranti economici. L’accordo è diventato operativo, e i migranti partiranno da Messina verso le destinazioni stabilite nei prossimi giorni. Nello specifico, 60 andranno in Germania, 90 in Francia, 20 in Portogallo, 25 in Spagna e 6 in Irlanda. Hanno dato disponibilità ad accogliere i migranti anche Cipro, Lussemburgo e Grecia.

Di fatto, con l’entrata in vigore dell’accordo di “ricollocazione”, nel momento in cui da bordo viene chiesto il via libera all’attracco nei porti, scatta la divisione per quote tra i governi. Gli arrivi, tra l’altro, in un anno sono più che dimezzati: dai 23.370 del 2018 si è passati ai 10.882 del 2019

 

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