Fuga dei giovani all’estero: Messina tra le città d’Italia dalle quali si “scappa” di meno

Nella provincia dello Stretto sono sempre più quelli che decidono di trovare fortuna fuori dalla penisola, ma le emigrazioni sono di molto inferiori alla media nazionale. Ecco come mai, e perché comunque non c'è da stare allegri, secondo un report dell'Istat

 

MESSINA. Da dieci e più anni è in costante calo demografico, ma Messina non è nemmeno lontanamente la provincia d’Italia dalla quale i giovani “scappano” di più per andare cercare fortuna all’estero.

Perché è sì vero che i giovani vanno dall’Italia, soprattutto dal Sud della penisola, ma a registrare i numeri più alti del 2017 sono due province del Nord (probabilmente anche per questioni geografiche, essendo al confine)Imperia (38 emigrati ogni 10 mila abitanti) e Bolzano (35), mentre al terzo posto c’è un comune del centro, Macerata (33). E’ quanto emerge dai rapporti sull’emigrazione dell’Istat, elaborati da Il Sole 24 ore, in cui risulta anche che le città con il più basso numero di emigrati sono, da Sud a Nord, Potenza, Caserta, Rieti e Parma: 11 ogni 10 mila abitanti. A Messina, invece, il rapporto è di 19 emigranti su diecimila abitanti. Significativo, ma non solo non da “record”, ma addirittura molto più basso della media nazionale.

Contrariamente alle apparenze, e alla “narrazione”, Messina si piazza sempre tra le province in cui il numero di persone che vanno via all’estero è più basso del resto d’Italia. Una una serie storica che va dal 2012 al 2017, Messina registra una media di 13 emigrati ogni 10mila abitanti: molto più vicina alla provincia che ha il dato più basso (Taranto, 8 su 10mila) che a quella che ha il maggior numero di emigrazioni verso l’estero (Imperia, 31 su diecimila)

Nel dettaglio, in una serie storica che va dal 2014 al 2017, nel primo anno, tra la provincia con l’emigrazione più alta (Imperia, 31 su 10mila) e quella più bassa (Taranto, 7 su 10mila), Messina registra solo 11 emigrati all’estero su 10mila abitanti. Stessa storia nel 2015, con Imperia di nuovo capolista con 34 emigrati su 10mila, Parma la più “attrattiva” con soli 8 e Messina che conferma i suoi 11 su 10mila che scelgono di andare all’estero.

Nel 2016 i numeri salgono, Messina registra 15 emigrati, ma è più vicina ai 9 su 10mila di Nuoro che ai 34 di Bolzano, e lo stesso trend continua nel 2017: impennata anche per Messina (19 su 10mila che vanno all’estero), ma anche nel resto d’Italia, tra gli 11 della provincia con meno emigrati, Rieti, ed i 38 di Imperia, che si conferma territorio dal quale si fugge a gambe levate.

I motivi? Uno è che la maggior parte dell’emigrazione messinese riguarda o le immediate vicinanze o comunque l’Italia, non l’estero. Come spiega l’Istat, “le regioni del Centro-nord registrano negli ultimi venti anni flussi netti sempre positivi provenienti dal Mezzogiorno”, con centinaia di migliaia di persone che ogni singolo anno lasciano il sud. Un altro motivo è che non tutti coloro i quali decidono di andare a cercare fortuna altrove poi spostano effettivamente la residenza, almeno nell’immediato. Secondo un report della fondazione “Migrantes”del 2016, emerge che in alcune province del Sud i residenti all’estero sono quattro o cinque volte di più di coloro che effettivamente vivono nel luogo di origine. Un ulteriore aspetto, più preoccupante, è che per scegliere di rifarsi una vita fuori dall’Italia, spesso è necessario avere risorse in termini di competenze, di conoscenza delle lingue e di reddito che al sud sono tradizionalmente più scarse.

Per quanto riguarda la Sicilia, Messina registra una media piuttosto bassa, pari a 13, seconda in Sicilia solo a Trapani (12). Nonostante questi due numeri, la media degli emigrati dalla Sicilia dal 2012 al 2017, sale a 18 ogni 10 mila abitanti, a causa di province come Agrigento ed Enna che registrano rispettivamente 28 e 25 residenti all’estero. Le altre, invece, restano nella media. Fra i comuni che registrano tra 10 mila – 100 mila abitanti, i cinque rapporti più alti si hanno in Sicilia: Riesi (65), Barrafranca (62), Ravenusa (58), Palma di Montechiavo (51) e Leonforte (46).

(Le foto all’interno dell’articolo sono tratte dall’articolo de Il Sole 24 ore)

 

 

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